Doc. IV-quater, n. 158





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Vittorio SGARBI con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Monza (n. 2331/98 R.G.N.R.).
La vicenda trae origine da affermazioni dell'onorevole Sgarbi contenute in un'intervista pubblicata ne «il Giornale» del 14 agosto 1998 dal titolo «Un processo alla DC voluto da Violante eseguito da Caselli» di cui la Giunta ha preso cognizione.
Nelle dichiarazioni attribuite all'onorevole Sgarbi, come riportate nel capo d'imputazione, si afferma che «il dottor Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Repubblica di Palermo fosse il responsabile del suicidio del dottor Lombardini, il quale si sarebbe determinato a compiere il tragico gesto a causa delle scorrettezze commesse dal pool di magistrati»; che «la nomina del dottor Caselli a procuratore della Repubblica di Palermo sarebbe stata dovuta a pressioni esercitate dall'onorevole Violante, il quale avrebbe suggestionato, suggerito e influenzato il CSM»; che «il dottor Caselli sarebbe un fedele seguace nonché esecutore dei disegni politici perseguiti dallo stesso onorevole Violante, il quale avrebbe ideato il processo storico alla DC puntualmente eseguito dal dottor Caselli con il processo Andreotti»; che «il metodo sconvenientemente applicato ad Andreotti sarebbe oggi riprodotto dall'esecutore Caselli con l'uso di pentiti prezzolati per incriminare Berlusconi fino alla minaccia del sequestro delle sue società finanziarie»; che «il dottor Caselli sarebbe asservito a logiche politiche e che quindi egli rappresenta la conferma che anche dall'altra parte non vi è autonomia e indipendenza dell'ordine giudiziario, ma che esso ora, come ai tempi della vecchia DC, dipende dal potere politico». Per tali affermazioni il deputato Sgarbi è stato querelato dal dottor Caselli.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 29 novembre 2000, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Sgarbi.
Dall'analisi dei fatti, è apparso alla maggior parte dei componenti la Giunta espressisi sul punto, che le affermazioni dell'onorevole Sgarbi si inseriscono nel contesto della perdurante polemica politica nel nostro Paese inerente al modo di procedere della magistratura e in particolare nella forte critica politica manifestata dal deputato Sgarbi nei confronti dell'operato di taluni magistrati. Peraltro, l'intervista al quotidiano milanese era stata rilasciata in margine al caso - piuttosto clamoroso - del suicidio del dottor Luigi Lombardini, indagato in un procedimento penale condotto dal dottor Caselli.
Le riflessioni dell'onorevole Sgarbi rientrano nel contesto della costante e intensa battaglia politica che egli svolge in Parlamento e al di fuori di esso su tali tematiche, conferma ne sia l'interrogazione n. 3/02843 presentata sul caso Lombardini nell'estate del 1998.
Da quanto esposto appare derivare il carattere politico-parlamentare delle affermazioni del deputato Sgarbi.
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta, a maggioranza, propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Filippo BERSELLI, Relatore.


Frontespizio