Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Vittorio SGARBI con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Caltanissetta (n. 2039/98 R.G.N.R.).
La vicenda trae origine da affermazioni dell'onorevole Sgarbi contenute in un'intervista pubblicata nel «Giornale di Sicilia» del 14 agosto 1998 dal titolo «Sgarbi: Violante e Caselli? Due fratelli che hanno la stessa fede politica».
Nell'articolo, l'onorevole Sgarbi sosteneva che il dottor Caselli è «l'uomo più servizievole nei confronti di Violante che si è mai visto», che «non si è mai visto, neanche nella Prima Repubblica, un simile rapporto tra un politico e un magistrato», che «Violante e Caselli sono due fratelli, hanno la stessa fede politica» e che «il loro rapporto dimostra che anche nella seconda Repubblica la magistratura dipende dal potere politico». Per tali affermazioni il deputato Sgarbi è stato querelato dal dottor Caselli.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 29 novembre 2000, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Sgarbi.
Dall'analisi dei fatti, è apparso alla maggior parte dei componenti la Giunta espressisi sul punto che le affermazioni dell'onorevole Sgarbi si inseriscono nel contesto della perdurante polemica politica nel nostro Paese inerente al modo di procedere della magistratura e in particolare nella forte critica politica manifestata dal deputato Sgarbi nei confronti dell'operato di taluni magistrati. Occorre tener presente, infatti, che l'intervista al quotidiano siciliano era stata rilasciata in margine al caso - piuttosto clamoroso - del suicidio del dottor Luigi Lombardini, indagato in un procedimento penale condotto dal dottor Caselli.
Le riflessioni dell'onorevole Sgarbi si collocano in un contesto che appare tipicamente politico-parlamentare, vale a dire nel quadro della costante battaglia politica che egli svolge in Parlamento e al di fuori di esso sulle tematiche della giustizia. Conferma ne sia l'interrogazione n. 3/02843 presentata proprio sul caso Lombardini nell'estate del 1998.
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta, a maggioranza, propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Michele SAPONARA, Relatore.
Frontespizio |