La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 18 ottobre 2000, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Fiori.
Gaetano PECORELLA, Relatore.
Onorevoli Colleghi! -
Il procedimento trae origine da un'interrogazione rivolta dal deputato Fiori al Ministro delle comunicazioni e ad altri Ministri. Nell'interrogazione vengono posti quesiti in ordine alla correttezza del Ballandi, quale imprenditore nel settore del varietà televisivo nei rapporti con la RAI.
Dall'esame svolto risulta che nella citazione il signor Ballandi si duole tra l'altro del fatto che l'interrogazione dell'onorevole Fiori sarebbe «infarcita di accuse e insinuazioni diffamatorie se non addirittura calunniose». In particolare:
a) sarebbe falso che il Ballandi sia "diventato l'unico imprenditore italiano nel settore del varietà televisivo che lavora per la RAI-TV"; b) sarebbe falso che l'attore abbia esautora(to) completamente le strutture interne della RAI-TV; c) sarebbe falso che l'attore "si sia presentato ad artisti, autori, scenografi, tecnici o rappresentanti di enti pubblici e privati in nome e per conto dei massimi vertici dell'Azienda"; d) sarebbe falso che l'attore "anche in violazione delle norme contrattuali, avrebbe realizzato molti spettacoli in regime di sub-appalto". (...); e) sarebbe falso - e integrerebbe gli estremi della calunnia in considerazione dei destinatari dell'interrogazione (Ministri di grazia e giustizia e delle finanze) - che società legate al Ballandi abbiano effettuato pagamenti "in nero", abbiano emesso fatture maggiorate e abbiano versato compensi ad alcuni artisti su conti in Svizzera. Date queste falsità - secondo il Ballandi - sarebbe chiaro e inequivoco l'intento calunnioso e intimidatorio dell'atto ispettivo.
È apparso unanimemente alla Giunta che l'atto di sindacato ispettivo, tipico dell'esercizio della funzione parlamentare, sollevasse senza una terminologia intrinsicamente offensiva il problema della correttezza nella gestione dei programmi della concessionaria del servizio pubblico. Tale argomento è sempre stato un terreno elettivo per il dibattito e la censura politico-parlamentare, sia nell'apposita commissione d'indirizzo e vigilanza, istituita ai sensi della legge sul servizio pubblico n. 103 del 1975, che in altre sedi parlamentari. Tanto ciò è vero che proprio sulla vicenda Ballandi - prima che fosse depositata l'interrogazione che costituisce il fatto della presente questione - il senatore Roberto Napoli e altri avevano presentato il 2 giugno 2000 un'interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle comunicazioni esponendo sostanzialmente i medesimi fatti.
Quanto all'asserita falsità delle affermazioni - la quale di per sé non è oggetto dell'esame della Camera - deve essere sottolineato che essi erano in qualche misura già stati riportati sul settimanale «Panorama» del 6 aprile 2000, in un documentato articolo di Giacomo Amadori e Laura Delli Colli.
È dunque evidente che le affermazioni dell'onorevole Fiori contenute nell'interrogazione non possono essere oggetto di un sindacato giudiziario poiché concernono nella forma e nella sostanza opinioni espresse nell'esercizio del diritto di esternazione e critica politica attinente al mandato elettivo.
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate la Giunta, all' unanimità, propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
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