Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Maurizio GASPARRI con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Torino (n. 11641/2000 R.G.N.R.), originato da una querela sporta dal dottor Gian Carlo Caselli. Nella querela si espone che, nella trasmissione televisiva «Fatti e Misfatti» andata in onda il 6 marzo 2000 sul canale Italia 1 e condotta dal giornalista Paolo Liguori, il deputato Gasparri ha affermato «.... io l'altro giorno leggevo che Caselli, che attualmente è il direttore generale dell'amministrazione Penitenziaria, secondo quanto ha riferito il quotidiano La Stampa, andrebbe cercando candidati per la lista dell'on. Turco in Piemonte. Ora se uno fa il direttore generale di un Ministero, non deve cercare candidati; oppure si dimette. Fa il candidato, fa il politico; la Costituzione gli garantisce quello che vuole. Ma non possono mischiare Procure, Ministeri .... liste e tutto. Quindi ho sollevato questo problema». Il giornalista Liguori ha manifestato il proprio assenso con l'espressione «Certo».
La Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 18 e del 26 luglio 2000. Nella seduta del 18 luglio, è stato ascoltato in audizione, com'è prassi, il deputato interessato.
In sede d'esame è stato osservato che il deputato Gasparri si è riferito a un comportamento del dottor Caselli cui la stampa ha dato ampio risalto. Infatti, dallo stesso atto di querela, si evince che in data 4 marzo 2000 il quotidiano torinese «La Stampa» aveva riferito che il candidato alla Presidenza della Giunta regionale per il centro-sinistra, onorevole Livia Turco, aveva deciso di inserire tra le candidature a suo sostegno quella dell'ex calciatore del Torino Claudio Sala. «Ma come si è arrivati a questa indicazione? - si è chiesto il cronista della «Stampa» - A convincere la Ministra-candidata della bontà di candidare l'ex numero sette granata sarebbero stati illustri tifosi, dall'ex sindaco della città, Diego Novelli, all'ex procuratore capo di Palermo Gian Carlo Caselli». La notizia è stata poi ripresa da «Il Velino» del 6 marzo e, il giorno dopo, da «Il Giornale» e «Il Secolo d'Italia» e infine, il 16 marzo, anche dal settimanale «Panorama».
La Giunta osserva pertanto che le dichiarazioni dell'onorevole Gasparri, rese - peraltro - in periodo di campagna elettorale per il rinnovo dei consigli regionali e l'elezione diretta dei presidenti delle regioni, si collocano in un contesto prettamente politico. Senza usare espressioni intrinsecamente offensive, infatti, il deputato ha criticato il comportamento attribuito da fonti di stampa, che non risultano essere state smentite pubblicamente, di una persona che riveste una funzione di vertice presso un ministero della Repubblica, con ciò esercitando un diritto di critica pienamente riconducibile alla funzione di controllo parlamentare sull'Esecutivo. Tanto ciò è vero che sullo stesso argomento è stata pubblicata negli atti parlamentari del 10 marzo 2000 un'interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro della giustizia presentata da un altro deputato, cui l'onorevole Gasparri ha dichiarato di associarsi e il cui deposito era stato preannunciato in un momento anteriore alla trasmissione televisiva in questione.
Per questi motivi la Giunta ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Michele SAPONARA, Relatore.
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