Doc. IV-quater, n. 145





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Vittorio SGARBI con riferimento ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Milano (n. 12559/93 R.G.).
Il procedimento trae origine da una citazione del dottor Elio Bevilacqua, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia.
Lo stesso si duole che l'onorevole Sgarbi, nella trasmissione «Sgarbi Quotidiani» andata in onda il 25 marzo 1993, su Canale 5, lo ha accusato di avere, abusando del suo ufficio, perseguitato due persone, Gloria Saccani e Silvana Dall'Orto.
La trasmissione televisiva oggetto d'esame, infatti, prendeva spunto da una vicenda nella quale il dottor Ferruccio Saccani, presidente della sezione di Reggio Emilia della «Lega italiana contro i tumori», aveva donato all'Università di Parma, istituto di anatomia patologica, diversi strumenti scientifici appartenenti alla Lega medesima. Poiché presso il predetto istituto lavorava la figlia del dottor Saccani, Gloria, il dottor Bevilacqua aveva avviato un procedimento penale per peculato e abuso d'ufficio sia contro il padre che contro la figlia e aveva disposto il sequestro degli strumenti. Nel corso della puntata, il deputato Sgarbi ebbe ad affermare tra l'altro «interesse privato? Tutte balle! Il padre ha comprato degli apparecchi che non potevano rimanere inattivi. Dove li ha messi? All'Università, che è il luogo della ricerca, dove insegna anche la figlia... È possibile immaginare una follia di imputazione come questa?» Proseguendo nella trasmissione il deputato Sgarbi ha affermato che il procedimento contro Gloria Saccani era in realtà motivato dal fatto che costei non aveva corrisposto ad un suo interessamento. In questo il collega Sgarbi ha individuato una similitudine con un precedente caso, assurto agli onori della cronaca. Di questo secondo caso - in base a quanto ebbe ad affermare Vittorio Sgarbi - era stata protagonista Silvana Dall'Orto, la quale aveva dichiarato alla giornalista Paola Cascella di aver rifiutato le attenzioni del dottor Bevilacqua e per questo era stata fatta oggetto di un procedimento penale per tentata estorsione in danno del cognato Oscar Zanoni, imputazione dalla quale peraltro era stata assolta. Sempre nel corso della trasmissione, infatti, Sgarbi dichiarò che «il pubblico ministero reggiano aveva deciso di procedere spinto da omissioni di gentilezze da parte di donne piacevoli ed evidentemente non disponibili».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 12 luglio 2000 ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Sgarbi. Ne è emerso che la vicenda descritta, pur non rientrando nello stretto ambito parlamentare, è apparsa attenere a una tematica di sicuro rilievo politico. Si tratta infatti della corretta amministrazione della giustizia e della fiducia che quanti ne sono investiti devono riscuotere nel pubblico dei consociati. La vicenda del dottor Bevilacqua, peraltro, ha avuto una larga risonanza sui giornali, specialmente quelli locali. Di qui l'interessamento del deputato Sgarbi, il quale - come spesso capita a chi esercita un mandato elettivo - venuto a conoscenza di un fatto attraverso gli organi di informazione, ha ritenuto di farne oggetto della sua attività politica.
È noto, d'altronde, che l'onorevole Sgarbi ha privilegiato, nell'attività ispettiva e comunque di denunzia politica, quella relativa al funzionamento della giustizia e precisamente alla mala giustizia. Ne fanno fede le numerose deliberazioni della Giunta e le conseguenti deliberazioni dell'Assemblea della Camera. Il caso del dottor Bevilacqua, pertanto, si inserisce in questo contesto.
Da segnalare, comunque, che il linguaggio usato non è apparso particolarmente ingiurioso.
Per tali motivi, a maggioranza, la Giunta ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che le dichiarazioni rese dall'onorevole Sgarbi, nella puntata di «Sgarbi quotidiani» del 25 marzo 1993 e oggetto dell'atto di citazione in titolo, concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Michele SAPONARA, Relatore.


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