Doc. IV-quater, n. 132





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Pietro ARMANI con riferimento ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Roma (atto di citazione Prof. Romano Prodi).
Il procedimento trae origine da un atto di citazione del Presidente Prodi, che si duole del contenuto di un'intervista pubblicata sulla prima pagina de Il Giornale del 30 novembre 1999 dal titolo: «Ecco la vera storia dell'affare SME. Dopo il rinvio a giudizio il vicepresidente dell'IRI rivela: "Berlusconi non c'entra. L'operazione fu gestita solo da Prodi e De Benedetti ed io sono pronto a dirlo ai PM"». I passi dell'intervista ritenuti dal Prof. Prodi lesivi della sua reputazione sono i seguenti: «Prodi voleva assolutamente vendere la SME a De Benedetti, tanto da accettare un prezzo curiosamente basso per la maggioranza assoluta della finanziaria alimentare: 497 miliardi pagabili in 18 mesi, e per di più in un'epoca di inflazione a due cifre (...) Come ho già detto, senza che alcun consigliere ne fosse informato l'allora presidente dell'IRI aveva deciso di vendere la SME a De Benedetti, e trattò con lui segretamente dal marzo '85 a questo fine (...) il 24 aprile, durante una riunione, ci disse che aveva intenzione di vendere la SME, ma fu molto vago nei particolari. Lui sapeva perfettamente di voler vendere a De Benedetti, ma non ci disse nulla. Anche se, sulla vendita della SME, in linea di principio nessuno di noi era contrario. Poi, il 29 aprile, Prodi ci telefonò a casa, per dire che aveva concluso con De Benedetti, e l'indomani convocò una conferenza stampa per rendere pubblica l'intesa. D. Prima che il consiglio d'amministrazione dell'IRI l'avesse approvata? Sì. Parlò di contratto con De Benedetti. E ricordo che, all'affollatissima conferenza stampa, era presente anche il direttore di Repubblica, Eugenio Scalfari. D. Che cosa accadde poi? Il 2 di maggio si riunì il comitato di presidenza dell'IRI. Prodi illustrò l'accordo con De Benedetti, mettendoci davanti al fatto compiuto. Allora io obiettai: hai venduto, e hai convocato la conferenza stampa, sapendo di non avere i poteri per farlo. A quel punto comunque, Prodi aver di fatto coartato il consiglio di amministrazione: se la vendita non fosse stata approvata, lui avrebbe dovuto dimettersi da presidente. Il fatto è che Prodi e De Benedetti erano d'accordo già da tempo».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 10 maggio 2000, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Armani.
Questi ha fatto presente che egli aveva già manifestato le opinioni da lui espresse nel corso dell'intervista a «Il Giornale» nell'ambito di una precedente intervista al «Corriere della Sera» del 7 febbraio 1995, al quale peraltro, il Presidente Prodi non fece seguire alcuna iniziativa giudiziaria.
Non solo. L'onorevole Armani ebbe inoltre a proferire alcune dichiarazioni critiche nei confronti dell'onorevole Prodi, con riferimento alla tentata vendita della SME anche in occasione di un suo intervento in Aula nel corso del dibattito sulle comunicazioni del Governo. In quella occasione egli affermò specificamente: «Vorrei ricordare che in fatto di diritto il Presidente Prodi ha dei precedenti all'IRI; ricordo il caso della dismissione della SME, che certamente non rappresenta una medaglia al valore della sua gestione». (cfr. Resoconto Stenografico del 21 luglio 1998, 109). Inoltre la questione della vendita della SME è stata oggetto, anche di recente, di numerose discussioni alla Camera. Si prendano ad esempio i Resoconti delle sedute del 15 maggio 1998, (in particolare l'intervento dell'onorevole Bruno, nonché l'interrogazione n. 3-02355, a firma del medesimo deputato, che era in discussione in tale seduta e che faceva riferimento al fatto che «L'IRI di Romano Prodi aveva, infatti, concluso un contratto che, a parere di molti, "regalava" l'industria alimentare di Stato all'ingegner De Benedetti»), nonché del 30 novembre 1999 (e in particolare l'intervento dell'onorevole Becchetti che faceva specifico riferimento alla sopracitata intervista a «Il Giornale»). Sempre tale intervista è stata inoltre citata nel corso di un intervento dell'onorevole Garra nell'ambito di un intervento nella seduta della I Commissione permanente (Affari Costituzionali) del 1o dicembre 1999 (cfr. il relativo Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari).
In base al complesso degli argomenti sopra riportati è parso alla Giunta non solo che l'intervista al suddetto quotidiano rappresenta una proiezione esterna dell'attività parlamentare dell'onorevole Armani ma anche che vi è una sostanziale corrispondenza di contenuti tra le opinioni espresse dall'onorevole Armani e da altri parlamentari nel corso di ripetuti interventi sulla questione e quelle contenute nell'ambito dell'intervista.
Per questi motivi la Giunta, all'unanimità, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Michele SAPONARA, Relatore


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