Doc. IV-quater, n. 128





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce congiuntamente su due richieste di deliberazione in materia di insindacabilità avanzate dal deputato Vittorio SGARBI riferite, rispettivamente, ad un procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta e ad un procedimento civile pendente presso il Tribunale di Roma, iniziato con atto di citazione del dottor Matassa.
Entrambi i procedimenti traggono origini da alcuni apprezzamenti critici rivolti dall'onorevole Sgarbi nei confronti del magistrato Lorenzo MATASSA, Sostituto procuratore delta Repubblica presso il Tribunale di Palermo.
Sia il procedimento penale che quello civile si riferiscono alle affermazioni rese dal medesimo nel corso della trasmissione televisiva «Sgarbi Quotidiani» del 18 marzo 1998 andata in onda sull'emittente televisiva Canale 5.
Il capo di imputazione formulato nell'ambito del procedimento penale afferma che il collega Sgarbi avrebbe asseritamente offeso la reputazione del dottor Matassa affermando che egli «invece di attivarsi nelle indagini nei confronti di mafiosi, unitamente ai suo collega Tricoli, perseguiva Giuseppe Vozza, uomo di cultura e che il Matassa querelava lo Sgarbi per aver preso le difese di Vozza, quando fu tratto in arresto». In particolare lo Sgarbi dichiarava che 'in questo caso ho difeso il Soprintendente Vozza che ha fatto il più bel museo della Sicilia, che è il museo di Siracusa, ha scoperto almeno trentamila reperti archeologici, è stato arrestato per aver fatto nulla, perché aveva fatto una mostra in Giappone e pare che non fosse perfettamente corretta la pratica dell'assicurazione. Per questo è stato arrestato da tal Matassa. Naturalmente sono stato querelato per averlo detto. Ecco la querela, Procura della Repubblica del Tribunale di Caltanissetta, anzi, richiesta di rinvio a giudizio. Questo fanno cioè si preoccupano di Lombardini ed ecco qua: Sgarbi Vittorio e Ardizzone Antonio Giuseppe, che non so bene chi sia, Pepi Giovanni, saranno persone proprietarie del Giornale di Sicilia, probabilmente, Caselli Bruno che non sappiamo chi sia e Gori Giorgio che era il Direttore del TG Cinque, infatti se ne è anda... di Canale Cinque se ne è andato. Ecco, sentito la ragione per cui mi hanno querelato. Sapete cosa fanno i magistrati di Palermo? E non dimenticate questi nomi, Matassa e Tricoli, due nomi che hanno il peso, anche per come suonano, del loro comportamento rispetto a quanto vi dirò. Cosa fanno Matassa e Tricoli? Non si preoccupano della mafia, della mafia che uccide Palermo, non si preoccupano di chi ha fatto morire il Maresciallo Lombardo, si preoccupano di uno dei più grandi uomini di cultura che abbiano lavorato il Sicilia, Giuseppe Vozza, cioè lo arrestano. Per cui sono stato querelato. Capite bene dove occupano il loro tempo e come lo occupano. Se uno parla, e perché ha parlato, viene querelato. Caro Matassa, sono qua, aspetto il Parlamento dica la verità sulla legittimità di un parlamentare di dire il vero. Vozza ha salvato la Sicilia, magistrati come lei non fanno niente per salvarla, chiaro? Ecco».
Anche l'atto di citazione introduttivo del procedimento civile fa riferimento, per relationem, al contenuto del capo di imputazione sopra ricordato.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 29 marzo 2000.
Il contenuto delle dichiarazioni rese dal collega Sgarbi è analogo a quello di precedenti dichiarazioni rese in ulteriori trasmissioni televisive di alcuni anni prima e, precisamente, nelle trasmissioni del 17, del 18 e del 23 ottobre 1995, delle quali la Camera si è già occupata per essere dalle medesime scaturiti due procedimenti civili ed un procedimento penale. Con riferimento a tali procedimenti, nella seduta del 13 ottobre 1999 su conforme proposta della Giunta (doc. IV-quater n. 88), la Camera si è pronunciata nel senso della insindacabilità.
Vale la pena di richiamare gli argomenti esposti dal relatore (che nel caso di specie è il medesimo) in quell'occasione. Anche con riferimento ai due procedimenti in esame, infatti, la Giunta ha avuto modo di notare che ci si trovava in presenza di una manifestazione di critica politica nei confronti di un'azione processuale che aveva provocato un grande clamore nel mondo dell'arte e della cultura in genere, suscitando anche una grande attenzione dell'opinione pubblica siciliana e nazionale. L'onorevole Sgarbi (che all'epoca dell'arresto del dottor Voza, era presidente della Commissione cultura della Camera) prese fortemente a cuore l'episodio e promosse, proprio nell'ambito della Commissione che egli presiedeva un dibattito sull'argomento che ebbe luogo nella seduta del 17 ottobre. L'onorevole Sgarbi risultò inoltre cofirmatario di una risoluzione in Commissione presentata dall'onorevole Prestigiacomo e sottoscritta da numerosi parlamentari di vari gruppi politici che esprimeva solidarietà nei confronti del citato studioso e sorpresa per il suo arresto. Non va dimenticato infine che il dottor Voza è stato completamente prosciolto dalle accuse che a suo tempo gli erano state mosse.
I due procedimenti oggi in esame traggono origine proprio dai procedimenti penale e civile che, all'epoca furono iniziati su iniziativa del dottor Matassa con riferimento alle precedenti dichiarazioni del 1995. Nelle dichiarazioni del 1998 l'onorevole Sgarbi - nel corso della citata trasmissione - poneva in evidenza il fatto di essersi espresso, nella precedente occasione, nell'esercizio delle sue funzioni parlamentari e, anzi, faceva appello al Parlamento affinché questo riconoscesse tale circostanza.
Alla luce del complesso dei fatti esaminati deve pertanto ritenersi che le affermazioni rese nel corso della trasmissione televisiva sopra richiamata costituiscono una divulgazione e una continuazione di quelle rese nel corso dell'attività parlamentare propriamente detta e dunque, secondo l'insegnamento della Corte costituzionale, attività parlamentari esse stesse.
Per quanto riguarda le modalità di votazione, come si è già ricordato sopra, occorre osservare che il procedimento penale (n. 795/98 R.G.N.R., pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta) ed il procedimento civile (atto di citazione dottor Matassa, pendente presso il Tribunale di Roma) vertono su identici fatti in quanto fanno riferimento a dichiarazioni rese nel corso della trasmissione Sgarbi Quotidiani del 18 marzo 1998 all'indirizzo del pubblico ministero. Conformemente a numerosi precedenti (si veda, in proposito, tra gli altri, sempre il doc. IV-quater n. 88), la Giunta ha effettuato un unico voto.
Per il complesso delle ragioni sopra evidenziate, la Giunta propone di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali sono in corso i citati procedimenti penale e civile concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Rolando FONTAN, Relatore.


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