Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Mario PEZZOLI, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Padova (n. 2742/98 R.G.N.R. - n. 2898/99 R.G.G.I.P.) per il reato di diffamazione col mezzo della stampa aggravata.
Il reato asseritamente commesso sarebbe consistito nella pubblicazione di alcune dichiarazioni nell'ambito dell'articolo «Un Comune da commissariare», a firma di Francesco Gilioli, apparso sul quotidiano «La Nuova Venezia» del 7 luglio 1998, con il quale il medesimo avrebbe offeso, come recita il capo di imputazione, «la reputazione di Sergio Zanetti affermando che lo stesso era «il collettore tra l'amministrazione e gli interessi occulti legati alla mafia» e riferendosi, altresì, falsamente tale asserzione agli assessori del Comune di Portogruaro Andrea Martella e Antonio Bertoncello». Sergio Zanetti era all'epoca capo gruppo dei DS al Comune di Portogruaro.
L'articolo in questione - del quale la Giunta ha preso conoscenza integrale - traeva spunto dalla richiesta dell'onorevole Pezzoli di commissariare il comune di Portogruaro in relazione alla cosiddetta vicenda «Perfosfati». La richiesta di commissariamento - come riferiva lo stesso articolo nel quale compaiono le frasi asseritamente diffamatorie - era contenuta in un'interrogazione parlamentare ai ministri dell'interno e di grazia e giustizia, che il deputato in questione aveva illustrato in una conferenza stampa a Portogruaro. Può essere altresì utile riportare per intero il complesso delle frasi attribuite all'onorevole Pezzoli nel corpo dell'articolo: «è la stessa amministrazione ad affermare che ci sono interessi malavitosi, di stampo mafioso, che vogliono vincolare le scelte su quell'area. Se gli amministratori fanno queste affermazioni significa che sono in possesso di elementi certi per denunciare una presenza mafiosa a Portogruaro. A questo punto il commissariamento è inevitabile: non c'è la serenità per poter amministrare interessi socio-economici così importanti. (...) Bertoncello e Martella denunciano apertamente che il collettore tra l'amministrazione e gli interessi occulti legati alla mafia sia il capogruppo Sergio Zanetti. Posso capire che il consiglio comunale non sia la sede per lanciare certe accuse, però esistono tutta una serie di strumenti nei confronti dell'autorità giudiziaria per sollevare il problema e far sì che si faccia luce sull'intera vicenda».
Va altresì detto, per completezza, che nel corpo dello stesso articolo figurava una replica del deputato locale dei democratici di sinistra, onorevole Basso, e che, in un articolo pubblicato a fianco, era pubblicata una replica del sindaco.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 29 marzo 2000.
È effettivamente risultato alla Giunta che proprio in quei giorni, e precisamente in data 8 luglio 1998, l'onorevole Pezzoli aveva presentato un'interrogazione al Ministro di grazia e giustizia con la quale paventava il rischio di infiltrazioni mafiose nel comune di Portogruaro, con riferimento a «una grossa operazione edilizia relativa all'area della ex Perfosfati». L'interrogazione traeva spunto dall'«incendio di natura dolosa delle autovetture private appartenenti a due rappresentanti politici di sinistra Andrea Martella ed Antonio Bertoncello, della città di Portogruaro, che si sono dichiarati vittime di "attentati di tipo mafioso" per aver denunciato gli interessi legati a non meglio definiti gruppi di affari» e riferiva altresì del fatto che «le accuse di "connivenza mafiosa" vengono lanciate reciprocamente tra esponenti della stessa coalizione che guida la città di Portogruaro».
L'opinione prevalente nell'ambito della Giunta è stata nel senso che le frasi proferite dall'onorevole Pezzoli costituiscono, con chiara evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che all'epoca erano al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica di Portogruaro nonché del dibattito politico-parlamentare locale e nazionale. È apparsa, inoltre evidente - conformemente ai parametri enunciati dalla Corte costituzionale - la connessione e anzi l'identificabilità delle frasi riportate nell'articolo con quelle contenute nell'interrogazione. Né rileva il fatto che l'interrogazione sia stata effettivamente presentata il giorno dopo la pubblicazione dell'articolo poiché l'articolo stesso fa riferimento all'interrogazione e la relativa conferenza stampa deve considerarsi parte del procedimento in fieri relativo all'elaborazione e alla presentazione dell'interrogazione.
Per questi motivi la Giunta ha deliberato, a maggioranza, di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Carmelo CARRARA, Relatore.
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