Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Tiziana MAIOLO, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma (n. 10429/99 R.G.N.R.) per il reato di diffamazione col mezzo della stampa.
I fatti che sono contestati alla collega vengono ricondotti all'ipotesi di reato di cui agli articoli 81, 595, comma 3o c.p. e 13 Legge 47/48 (diffamazione col mezzo della stampa, continuata).
L'imputazione si riferisce al contenuto di una nota ANSA del 9 marzo 1999, pubblicata in coincidenza con l'arrivo alla Camera (documentato dal relativo annuncio all'Assemblea, pubblicato in allegato ai Resoconti) della richiesta di autorizzazione all'arresto nei confronti dell'onorevole Dell'Utri. Il capo di imputazione, pur richiamando per intero il contenuto del lancio di agenzia, del quale la Giunta ha preso cognizione integrale, fa riferimento, in particolare, alle seguenti affermazioni: « ... organizzare da Strasburgo la battaglia contro le organizzazioni mafiose di stampo istituzionale che ammorbano l'Italia (...) abbiamo di fronte una strategia ben congegnata che punta alla distruzione per via giudiziaria dell'opposizione politica... una strategia che ricorre alla campagna acquisti di "pentiti" e di "pentituri" ai quali si offrono privilegi di ogni tipo in cambio di dichiarazioni mirate».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta dell'8 marzo 2000, ascoltando, com'è prassi, il deputato Maiolo.
Il Collegio - analogamente a quanto stabilito con riferimento a due procedimenti penali pendenti, per fatti assai simili, nei confronti, rispettivamente, dei deputati Fini e Follini e del deputato Pisanu (cfr. doc. IV-quater n. 91 e n. 117 nonché le relative deliberazioni dell'Assemblea del 24 novembre 1999 e del 9 marzo 2000) - ha rilevato che le dichiarazioni attribuite alla collega appaiono in strettissima correlazione con le funzioni parlamentari proprie della medesima. Esse sono state rilasciate infatti in coincidenza con l'arrivo alla Camera della richiesta di autorizzazione all'arresto nei confronti dell'onorevole Dell'Utri e a commento dei contenuti di questa. È appena il caso di notare che sulle domande di autorizzazione all'arresto ciascun deputato è chiamato ad esprimere la propria valutazione e il proprio voto. Proprio in relazione a tale potere-dovere appare del tutto legittimo maturare un convincimento e esprimerlo dinanzi alla stampa.
Tale opinione appare, peraltro, pienamente coerente con le recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno affermato, perché sia possibile ravvisare un nesso funzionale tra le affermazioni rese extra moenia e l'attività parlamentare, una piena «identificabilità» tra le prime e la seconda.
Per questi motivi la Giunta ha deliberato, a larghissima maggioranza, di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Filippo BERSELLI, Relatore.
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