Doc. IV-quater, n. 117





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Giuseppe PISANU con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma (n. 10439/99 R.G.N.R.).
I fatti che sono contestati al collega vengono ricondotti all'ipotesi di reato di cui agli articoli 110, 595, comma 3o c.p. e 13 Legge 47/48 (diffamazione col mezzo della stampa), asseritamente commesso in concorso con la giornalista Giuliana Palieri.
L'imputazione si riferisce al contenuto di una nota ANSA del 10 marzo 1999, pubblicata all'indomani dell'arrivo alla Camera (documentato dal relativo annuncio all'Assemblea, pubblicato in allegato ai Resoconti) della richiesta di autorizzazione all'arresto nei confronti dell'onorevole Dell'Utri. Vale la pena di trascriverla integralmente:
«DELL'UTRI: PISANU, AZIONE GIUDIZIARIA A OROLOGERIA POLITICA - ROMA, 10 MAR - Collegamento tra Dell'Utri e scelte per il Quirinale? "L'unica cosa chiara che c'è - ha risposto Giuseppe Pisanu - è che siamo di fronte a una iniziativa giudiziaria a orologeria politica caduta puntualmente in vista di grandi scadenze elettorali".
Il Presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti a Montecitorio, ha quindi replicato a Veltroni che ha definito "inaudite" le reazioni del Polo nei confronti di Caselli. "Inaudite - ha detto Pisanu - sono le reazioni dell'on. Veltroni, con buona pace sua e della signora Paciotti..."».

Da tali dichiarazioni si sono ritenuti diffamati l'allora Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, dottor Gian Carlo Caselli, e i suoi sostituti dottori Guido Lo Forte, Domenico Gozzo, Antonio Ingroia, Mauro Terranova, Lia Sava ed Umberto De Giglio (tutti a suo tempo firmatari della richiesta di autorizzazione all'arresto inviata alla Camera).
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 1o marzo 2000.
Il Collegio - analogamente a quanto stabilito con riferimento ad un procedimento penale pendente per fatti assai simili nei confronti dei deputati Fini e Follini (cfr. doc. IV-quater n. 91 nonché le relative deliberazioni dell'Assemblea del 24 novembre 1999) - ha rilevato all'unanimità che le dichiarazioni attribuite al collega appaiono in strettissima correlazione con le funzioni parlamentari proprie del medesimo. Esse sono state rilasciate infatti all'indomani dell'arrivo alla Camera della richiesta di autorizzazione all'arresto nei confronti dell'onorevole Dell'Utri e a commento dei contenuti di questa. È appena il caso di notare che sulle domande di autorizzazione all'arresto ciascun deputato è chiamato ad esprimere la propria valutazione e il proprio voto. Proprio in relazione a tale potere-dovere appare del tutto legittimo maturare un convincimento e esprimerlo dinanzi alla stampa.
Tale opinione appare peraltro pienamente coerente con le recenti sentenze della Corte costituzionale che hanno affermato, perché sia possibile ravvisare un nesso funzionale tra le affermazioni rese extra moenia e l'attività parlamentare, una piena «identificabilità» tra le prime e la seconda.
Per i motivi sopra evidenziati la Giunta, all'unanimità, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che tanto i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Sergio COLA, Relatore.


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