Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Giuseppe GAMBALE, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Milano (proc. pen. n. 11563/94 R.G.N.R.) per il reato di concorso in diffamazione col mezzo della stampa aggravata.
Il reato, asseritamente commesso in concorso con il giornalista Francesco Verderami, sarebbe consistito nella pubblicazione di alcune dichiarazioni nell'ambito dell'articolo «Il Ministro Ferrara: quell'arresto è un'indecenza», apparso su «Il Corriere della Sera» del 22 settembre 1994, offensive della reputazione del dottor Umberto Improta, all'epoca Prefetto della Provincia di Napoli, e, segnatamente, «domandandosi, dopo l'arresto dell'onorevole Antonio Gava "visto a Napoli come un segno di liberazione", quando sarebbe venuto "il turno del Prefetto Improta?"».
L'articolo in questione - del quale la Giunta ha preso conoscenza integrale - traeva spunto dall'arresto dell'ex senatore Antonio Gava, che aveva suscitato grande clamore sulla stampa, anche per le modalità abbastanza spettacolari con le quali era stato effettuato.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 1o marzo 2000, ascoltando, com'è prassi, il deputato Gambale.
Il medesimo deputato ha fatto presente che il suo commento - evidentemente pronunciato «a caldo» e con l'inevitabile sintesi propria di un'intervista giornalistica - traeva tuttavia spunto da una lunga attenzione critica che egli, anche nella sua qualità di deputato, aveva costantemente rivolto nei confronti dell'attività dell'allora Prefetto di Napoli, attenzione critica che era stata esplicitata anche in alcune interrogazioni parlamentari che invitavano il Ministro dell'Interno a vigilare su alcune irregolarità che a suo giudizio potevano farsi risalire al pubblico ufficiale sopra menzionato. Effettivamente, la Giunta ha potuto prendere conoscenza di due interrogazioni, entrambe presentate nella XI legislatura (n. 3/01073 e n. 4/22090, rispettivamente del 14 giugno 1993 e del 23 febbraio 1994) che facevano riferimento a gravi situazioni di irregolarità nella gestione della cosa pubblica.
L'odierno relatore ritiene doveroso premettere che egli non condivide questo tipo di linguaggio né questo modo di esercitare la propria legittima critica politica.
Ciò detto, tuttavia, l'opinione unanime della Giunta è stata comunque nel senso di ritenere che i fatti per i quali è in corso il procedimento debbono farsi risalire ad una manifestazione di opinioni pienamente identificabile con la funzione parlamentare e ciò sia perché le opinioni in questione sono state manifestate nell'ambito di un contesto - quello dell'arresto del senatore Gava - che allora poneva i temi connessi con quell'atto giudiziario al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica e del dibattito politico-parlamentare, sia perché gli apprezzamenti critici rivolti - in forma evidentemente paradossale e certamente non condivisibile - dall'onorevole Gambale al Prefetto di Napoli rappresentavano l'epilogo di una serie di atti ispettivi tipici che il medesimo onorevole Gambale aveva rivolto nei confronti dell'attività di quell'ufficio.
Per questi motivi la Giunta ha deliberato, all'unanimità, di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Franco RAFFALDINI, Relatore.
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