Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Umberto BOSSI con riferimento ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Padova (atto di citazione avv. Morosin e on. Gambato).
I fatti per i quali l'onorevole Bossi è stato citato in giudizio si riferiscono ad alcune frasi asseritamente diffamatorie pronunciate dall'onorevole Bossi nel corso di una trasmissione televisiva andata in onda sulla rete locale «Tele Nord-Est» della provincia di Padova (in collegamento con «Tele Lombardia») in data 2 ottobre 1998.
Si trattava, in particolare, di un'intervista a più voci all'onorevole Bossi condotta dal giornalista Fabio Fioravanzi in collaborazione con altri giornalisti de Il Mattino di Padova, di ADN-KRONOS de Il Giornale di Vicenza e di Tele Lombardia. Durante la trasmissione l'onorevole Bossi, come risulta dall'atto di citazione di parte avversa, ebbe a proferire testualmente la seguente frase: «Gambato è la fidanzata di Morosin, una che ci siamo trovati per motivi familiari, c'era il familismo nelle lega». Dopo tale affermazione - sempre secondo quanto risulta dall'atto di citazione dell'avvocato Morosin e dell'onorevole Gambato - i due odierni attori ritennero di telefonare all'emittente per poter replicare durante la stessa trasmissione. Sembra tuttavia che l'ospite abbia manifestato di non gradire la possibilità di replica e che, anzi, a fronte di una sostanziale dissociazione del conduttore, abbia ulteriormente replicato: «... io sono una persona molto diretta e chiara, il problema di fondo, se intendete dire sulla fidanzata o meno, tutti sanno alla Lega di questa situazione, quindi non mi interessa il motivo, faccia quello che vuole, va bene, faccia quello che vuole...».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 23 febbraio 2000, nell'ambito della quale il deputato Bossi, sia pure debitamente invitato, non ha ritenuto di intervenire.
Le frasi riferite all'onorevole Gambato sono state pronunciate dall'onorevole Bossi all'indomani dell'uscita dal gruppo della Lega nord di una serie di esponenti che facevano capo al leader veneto Comencini, tra i quali figurava, appunto, l'onorevole Gambato. In tale prospettiva, le frasi proferite dal collega debbono evidentemente inquadrarsi nel contesto di una vicenda, le dimissioni di alcuni deputati da un gruppo parlamentare ed il passaggio di un altro gruppo che riguarda, in sostanza, la dialettica, talvolta anche molto aspra, che può svilupparsi all'interno di un gruppo parlamentare e che inequivocabilmente solo a tale sfera può ascriversi, indipendentemente dal contenuto delle affermazioni occasionalmente rese.
La Giunta ha pertanto, dopo una approfondita discussione, ravvisato un pregnante collegamento tra le affermazioni rese extra moenia e l'attività parlamentare dell'onorevole Bossi e ha deliberato, a maggioranza, di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Giovanni Giulio DEODATO, Relatore.
Frontespizio |