Michele SAPONARA, Relatore.
Onorevoli Colleghi! -
I fatti che sono contestati all'onorevole Viti vengono ricondotti all'ipotesi di reato di cui agli articoli 595, comma 3 del codice penale, 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (diffamazione col mezzo della stampa), perché in una «lettera al direttore» a sua firma pubblicata sul settimanale «Panorama» del 22 agosto 1993, dal titolo «insulti e mass-media» - del quale la Giunta ha avuto modo di prendere visione integrale - affermava che «L'offensiva - davvero sproporzionata alle mie energie e influenze - spinge fino a rimestare nel fango di una vicenda nella quale sono «vittima» di un personaggio discutibile, fin troppo noto negli ambienti giudiziari della mia città, che sta probabilmente utilizzando l'aggressione alla mia persona per sfuggire a ricorrenti disavventure finanziarie e penali. Tale affermazione avrebbe offeso la reputazione dell'imprenditore Raimondo Orsi.
La Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 26 gennaio e del 9 febbraio 2000, ascoltando in tale ultima seduta, com'è prassi, l'onorevole Viti.
A quanto risulta dagli atti la vicenda risale a otto anni fa, quando l'ex deputato in questione, oltre ad essere capogruppo della Democrazia cristiana, presso la Commissione Cultura della Camera era altresì relatore, presso la medesima commissione del disegno di legge sulle frequenze TV. In quanto tale egli fu oggetto di alcuni attacchi da parte degli organi di stampa, in particolare del settimanale L'Espresso, per alcune sue posizioni asseritamente troppo favorevoli agli interessi del gruppo Fininvest. La lettera apparsa sul settimanale Panorama è da considerare, appunto, come una risposta a commento di un articolo pubblicato sul settimanale L'Espresso del 15 agosto 1993 intitolato: Grazie alla pubblicità - Berlusconi e Viti/scene da un salvataggio. Nel suddetto articolo, oltre ad alcune valutazioni critiche sulle posizioni assunte dall'onorevole Viti con riferimento ai progetti di legge in materia di emittenza e ad alcune asserzioni circa l'elevato numero di inserzioni pubblicitarie effettuato da società facenti capo al gruppo Fininvest su una rivista locale che si richiamava alle posizioni dell'onorevole Viti, si faceva altresì riferimento ad un procedimento penale iniziato nei confronti del citato deputato su querela del signor Raimondo Orsi, imprenditore in Santeramo in Colle.
Va precisato fin d'ora che l'onorevole Viti è stato pienamente prosciolto dal procedimento da ultimo citato.
Ciò che rileva ai fini della deliberazione odierna è, tuttavia, che il riferimento al signor Orsi, effettuato nel testo della lettera a Panorama, del quale il medesimo si è doluto in sede penale, deve farsi rientrare nel contesto della polemica politica, iniziata dal settimanale L'Espresso, alla quale l'onorevole Viti intendeva rispondere attraverso la sua lettera aperta.
Il collegamento con l'attività parlamentare deve rinvenirsi nel fatto che l'intera polemica iniziata dal settimanale e proseguita con la sua risposta deve inoppugnabilmente ricondursi alle posizioni politiche adottate in Parlamento dall'allora deputato Viti, con riferimento ai progetti di legge dei quali era relatore. In altre parole nella vicenda è apparsa preminente la posizione dell'onorevole Viti quale relatore della Commissione Cultura sull'argomento emittenza e la sua risposta sul settimanale Panorama si collega organicamente alla sua funzione di parlamentare.
Occorre infine notare, per mera completezza, che, al contrario di quanto affermato nel capo di imputazione, il nome del signor Orsi, non compare nell'articolo «incriminato» di Panorama: l'onorevole Viti non nomina mai l'Orsi, che, tra l'altro, è nel frattempo deceduto.
Per il complesso dei motivi sopra riportati la Giunta, all'unanimità, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
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