Doc. IV-quater, n. 105





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dall'onorevole Bossi con riferimento ad un procedimento pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Milano (n. 4088/93 R.G.N.R. - n. 4530/96 R.G.G.I.P.).
L'onorevole Bossi risulta imputato del reato di cui agli articoli 110 e 278 del codice penale (offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica) «perché, nel corso di un'intervista rilasciata al giornalista Da Rold Gianluigi, pubblicata sul quotidiano Il Corriere della Sera di Milano con il titolo «Bossi: fermeremo il Rasputin del Quirinale e cacceremo Ciampi», in data 1o maggio 1993, offendeva l'onore e il prestigio del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scàlfaro, affermando, fra l'altro, «che la responsabilità è tutta di quel Rasputin impazzito, che sta al Quirinale: mi riferisco al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scàlfaro» con esplicite allusioni al «Rasputin, il pazzo, che ha fatto naufragare la baracca degli zar in Russia».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 15 dicembre 1999 alla quale, l'onorevole Bossi, debitamente convocato, non ha ritenuto di intervenire.
Il dibattito è stato particolarmente intenso e approfondito.
Com'è stato rilevato da gran parte dei colleghi intervenuti, il caso di specie va inquadrato nel contesto politico parlamentare dell'epoca in cui si sono svolti i fatti. Si era, infatti, all'indomani della costituzione del governo Ciampi, dopo che i ministri che facevano capo all'allora gruppo del PDS si erano ritirati dal governo a seguito del voto della Camera sull'autorizzazione a procedere nei confronti dell'onorevole Craxi. In tale contesto politico, di grave instabilità, si discuteva se il governo Ciampi potesse considerarsi politicamente ancora legittimo ovvero se si dovesse individuare un'altra soluzione istituzionale. L'onorevole Bossi, nell'intervista «incriminata», esponeva la sua opinione nel senso dell'opportunità di un governo istituzionale presieduto dal senatore Spadolini, che conducesse rapidamente il Paese alle urne. In questo quadro, le opinioni espresse all'indirizzo dell'allora Presidente della Repubblica, sicuramente non condivisibili nella forma, rappresentavano tuttavia, un giudizio di natura politica nei confronti del Presidente, che, viceversa, sembrava aver scelto la soluzione Ciampi. La connessione con l'attività parlamentare dell'onorevole Bossi deve individuarsi proprio nella sua funzione di leader del partito della Lega Nord, partito al quale si richiama espressamente un gruppo parlamentare che, all'epoca dei fatti doveva evidentemente esprimere il proprio orientamento con riferimento al problema della risoluzione della crisi politica.
Per il complesso dei motivi sopra esposti la Giunta, a maggioranza, ha deliberato nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Franco RAFFALDINI, Relatore.


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