Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dall'onorevole Bossi con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso la Corte d'appello di Milano (n. 1890/93 R.G.N.R. - n. 2421/97 RG. App.).
L'onorevole Bossi risulta imputato del reato di cui all'articolo 595 del codice penale per avere, in concorso con il giornalista autore dell'articolo, reso dichiarazioni nel corso di un comizio tenuto al campo sportivo di Darfo-Boario Terme «alla presenza della stampa ed accettando il rischio che venissero dalla stessa pubblicate», asseritamente offeso la reputazione del centro sociale Leoncavallo, nonché dei centri sociali in genere, affermando tra l'altro che: «bisogna sbaraccare al più presto il Leoncavallo e tutti i sedicenti centri sociali che servono da copertura a spacciatori di droga e malavita. (...) Luoghi in cui pochi facinorosi di provenienza sospetta impediscono alla gente civile di vivere l'esistenza tranquilla che è nei suoi diritti (...) avverto brutti segnali, non vorrei che questi centri giovanili nascondessero qualcosa di molto pericoloso, fossero la copertura di servizi segreti deviati o di altre organizzazioni oscure che in queste sedi possono raccogliere facilmente manovalanza utile ad azioni terroristiche. Chi sa da dove veniva la bomba di Via Palestro (...)» frasi riportate, tra le altre nell'articolo «Bossi dà la sveglia a Formentini» pubblicate su «Il Giornale» del 1o settembre 1993, con l'aggravante di avere attribuito fatti determinati. La relativa querela è stata sporta il 4 settembre 1993 dalla Presidente dell'Associazione mamme del Leoncavallo per i centri sociali autogestiti.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 15 dicembre 1999 alla quale, l'onorevole Bossi, debitamente convocato, non ha ritenuto di intervenire.
La Giunta è pervenuta alla sua decisione dopo un approfondito dibattito. L'opinione prevalente è stata nel senso che le affermazioni proferite dal collega debbono inquadrarsi in un complessivo contesto politico-parlamentare. Da un lato infatti è ben noto che il partito del quale l'onorevole Bossi è leader è particolarmente attento ai temi della sicurezza e della lotta alla criminalità, con particolare riferimento al territorio della Lombardia ed in genere del nord Italia, e che manifesta apprezzamenti particolarmente critici nei confronti del fenomeno dei centri sociali. Dall'altro va detto che tanto il comizio quanto l'articolo (non a caso intitolato «Bossi dà la sveglia a Formentini») possono inquadrarsi come un momento di dialettica interna allo stesso movimento politico, rappresentando una sorta di incitamento del leader del partito rispetto a un amministratore locale appartenente al medesimo, con riferimento ad un tema considerato particolarmente meritevole di attenzione. Va ricordato peraltro che il tema dei centri sociali, in particolare del Leoncavallo, è stato oggetto di numerosi interventi in Assemblea e atti ispettivi da parte degli esponenti della Lega. Si ricordano tra le altre le interrogazioni presentate dal deputato Borghezio (n. 4/27544 del 14 dicembre 1999) e dai senatori Castelli e Serena (n. 3/01926 e 4/10545, rispettivamente del 13 maggio e del 10 aprile 1998).
Per il complesso dei motivi sopra esposti la Giunta, a maggioranza, ha deliberato nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Enzo CEREMIGNA, Relatore.
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