Doc. IV-quater, n. 83





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Mario BORGHEZIO con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Novara (n. 914/96 R.G.N.R. - n. 326/97 R.G. G.I.P.).
I capi di imputazione contestati riguardano le ipotesi di reato di diffamazione col mezzo della stampa e di minacce. La prima per avere, con dichiarazioni rilasciate a Novara, in data 18 ottobre 1996, ai giornalisti rappresentanti di testate televisive private locali, per l'esattezza Telealtitalia TV e Tele V.C.O., e nel corso di una successiva manifestazione pubblica, asseritamente offeso la reputazione di Luigi Tennirelli, segretario comunale di tale città. Ciò, in particolare, affermando «beh, certo, rispondiamo come governo della Padania alla provocazione antidemocratica del solito terronaccio paracadutato dal governo di Roma, con il suo sguardo occhialuto, a controllare e a inficiare le libere determinazioni dell'autonomia locale; ... questo termine terronaccio è un termine eufemistico, che, volendo rispondere ad una domanda rivoltami con molta gentilezza da una giornalista di sesso femminile, ... usato fra militanti duri e puri della vecchia guardia leghista, avrei usato sicuramente un termine molto più appropriato ai modi di fare antidemocratici, incivili, beceri di un rappresentante del potere centrale dello Stato, che ogni giorno non perde occasione di mostrare il suo volto razzista; ... al carattere profondamente razzista, antidemocratico, sopraffattore delle libertà che lo Stato, attraverso personaggi gauleiter di questo genere, manda a controllare la libera autonomia della Padania»; ed affermando inoltre nel corso della manifestazione «... convenuti qui per questa prima sollecita manifestazione di protesta contro l'atto intimidatorio compiuto dal solito terronaccio paracadutato nella nostra Padania...».
L'ipotesi di reato di minacce si riferisce alla seguente frase, pronunciata nelle stesse circostanze di tempo e di luogo, sempre con riferimento alla persona del Tennirelli: «l'atto grave compiuto, caro prefetto di Novara è un avvertimento. Vogliamo usare il vostro linguaggio, mafiosi di Roma, è un avvertimento mafioso alla libera autodeterminazione dei cittadini di Novara e dei cittadini liberi della Padania... non è igienico che l'ex segretario comunale innominabile di Novara si presenti alla prossima seduta del consiglio comunale. Per usare il vostro linguaggio, mafiosi di Roma, questo è un avvertimento».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 13 ottobre 1999 alla quale il deputato Borghezio, sia pure debitamente convocato, non ha ritenuto di intervenire.
Tutto ciò premesso rileva la Giunta che, a prescindere dalla sussistenza o meno degli elementi di merito che sono posti a fondamento dei capi di imputazione, le censurate manifestazioni di opinione attribuite al deputato Borghezio altro non sono che coerente esplicazione della sua attività parlamentare di difesa degli interessi del partito della Lega nord nonché di tutela, solidarietà e sostegno ad un rappresentante della Lega nord, ripetutamente offeso e colpito con uno schiaffo al volto in una precedente occasione da parte dello stesso querelante Luigi Tennirelli.
Orbene, tenuto conto delle considerazioni che precedono e del preciso e indiscusso contesto politico in cui sono maturate le affermazioni espresse dal parlamentare della Lega nord nei riguardi del segretario comunale di Novara, ha ritenuto la Giunta - essendo stata richiesta una votazione per parti separate con riferimento ai due capi di imputazione, all'unanimità per quanto concerne il primo capo di imputazione e a maggioranza per ciò che concerne il secondo - che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Carmelo CARRARA, relatore.


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