Doc. IV-quater, n. 79





Onorevoli Colleghi! La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Claudio SCAJOLA con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma (n. 13545/98 R.G.N.R.).
I fatti che sono contestati al collega Scajola vengono ricondotti all'ipotesi di reato di cui agli articoli 110 e 595 del codice penale, 13 e 21 legge 8 febbraio 1948 n. 47 (concorso in diffamazione col mezzo della stampa, aggravata) perché con dichiarazioni che venivano riportate in un comunicato stampa dell'agenzia di Stampa ADNKRONOS dell'11 maggio 1998 avrebbe asseritamente offeso la reputazione del professor Carlo Taormina. Ciò, in particolare, affermando «Non vi è alcuna battaglia contro la magistratura. Vi è, al contrario, da parte di Forza Italia e del suo presidente, grande rispetto della maggior parte dei magistrati che lavorano ogni giorno serenamente, seriamente e con sacrificio, lontano da riflettori e telecamere. Stupisce che "garantisti a tassametro" come il professor Taormina non lo abbiano ancora capito».
Tali affermazioni facevano seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate all'agenzia ANSA dallo stesso professor Taormina nello stesso giorno, nelle quali il penalista aveva affermato che «La presenza di Berlusconi in politica danneggia l'evoluzione del paese verso una condizione di stabilità e rischia di disperdere il patrimonio elettorale di Forza Italia». Nelle sue dichiarazioni, in particolare, il professor Taormina criticava le «Risse giudiziarie tra il leader dell'opposizione e una magistratura, pur non immune da errori, ma che deve essere riorganizzata e non aggredita fuori misura al di là delle regole e dei processi» concludeva auspicando «non uno ma dieci passi indietro» dell'onorevole Berlusconi, in quanto «il suo conflitto permanente di interessi tra politica e magistratura da una parte e ricerca di una personale libertà dei processi, dall'altra, impedisce la soluzione della questione giustizia e la formazione di una politica di centro».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 7 luglio 1999, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Scajola.
Nel corso del dibattito l'opinione unanime della Giunta è stata nel senso che le frasi proferite dal deputato in questione costituiscono, con chiara evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che all'epoca erano - e ancor oggi sono - al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica nonché del dibattito politico-parlamentare. Si è trattato, in sostanza, di uno scambio di opinioni critiche - indubbiamente caratterizzato anche da una certa asprezza e da una qualche dose di sarcasmo - tra due soggetti, entrambi appartenenti alla sfera della politica (il professor Taormina, com'è noto, è stato candidato alle ultime elezioni politiche), su temi che sono oggettivamente al centro di un serrato confronto tra i diversi schieramenti politico-parlamentari.
Per questi motivi la Giunta, all'unanimità, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Sergio COLA, Relatore


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