Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Maurizio GASPARRI con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma (n. 15694/98 R.G.N.R).
I fatti che sono contestati al collega Gasparri vengono ricondotti all'ipotesi di reato di cui agli articoli 595 e 61 n. 10 del codice penale e 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (diffamazione col mezzo della stampa, aggravata).
Nel corso di una dichiarazione resa all'agenzia ANSA in data 31 luglio 1998, l'onorevole Gasparri, con riferimento ad una polemica relativa ad asserite indagini della Procura di Palermo sul comandante dei Reparti operativi speciali dei Carabinieri, generale Mario Mori, dichiarava «Perché la Procura di Palermo vuole devastare il Ros dei carabinieri? La risposta è forse nell'indagine condotta dal Ros sul numero due della Procura, dottor Lo Forte», aggiungendo altresì che l'archiviazione di tale vicenda da parte della Procura di Caltanissetta «pare che non abbia dissolto i dubbi e addirittura lo stesso magistrato avrebbe ammesso alcuni suoi comportamenti illeciti». Sempre nella medesima agenzia di stampa, con riferimento alle ipotesi circolate su un potenziamento della Dia, il medesimo chiedeva «come mai nessuno si sia meravigliato che l'onorevole Folena abbia annunciato l'arresto di Provenzano e successivamente il vicepresidente dell'Antimafia Vendola? È la Procura di Palermo?». Infine ipotizzava che si volesse così lanciare «Un avvertimento affinché Provenzano possa sottrarsi ancora una volta all'arresto». E concludeva dicendo «basta con le buffonate della sinistra, con i summit Caselli-Pds, con l'attacco a Mori e al Ros, si faccia finalmente la lotta alla mafia».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 26 maggio 1999, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Gasparri.
Nel corso del dibattito l'opinione unanime della Giunta è stata nel senso che le frasi proferite dal deputato in questione costituiscono, con chiara evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che all'epoca erano al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica nonché del dibattito politico-parlamentare. Ciò sia pure in assenza di un collegamento specifico con atti o documenti parlamentari, che comunque deve ritenersi implicito, attesa l'ampiezza e la diffusione che ebbe a suo tempo la discussione tanto sugli organi di stampa quanto, in generale, nel dibattito politico.
Per questi motivi la Giunta, all'unanimità, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Michele SAPONARA, Relatore.
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