Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Maurizio Gasparri con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma (n. 8342/98 R.G.N.R.).
I fatti che sono contestati al collega Gasparri vengono ricondotti all'ipotesi di reato di cui agli articoli 81, capoverso, 595 del codice penale e 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (diffamazione col mezzo della stampa, continuata). La condotta sarebbe consistita nell'avere, asseritamente, con dichiarazioni riportate su dispacci ANSA di Roma del 13 aprile 1998, ribadite in un'intervista al TG3 della RAI e pubblicate il 14 aprile 1998 sui quotidiani La Repubblica (con un articolo dal titolo: Gasparri il giudice chiese di decapitare il ROS), Il Corriere della Sera (Prodi: nessun incontro con Caselli sull'Arma. AN e Forza Italia all'attacco: le tre inchieste sugli alti ufficiali sono un tentativo di discredito), La Stampa (Caselli disse: fermate i ROS. Gasparri: lo ha chiesto al premier. Il procuratore: è una falsità), Il Giornale (Piano di Prodi e di Caselli contro l'Arma! Gasparri (AN): da Palermo la richiesta di ridimensionare i ROS. Secche le smentite), L'Unità (Gasparri di AN guida l'attacco al governo dopo che il generale dei ROS Mario Mori è finito in un 'inchiesta della Procura di Palermo. Prodi ha ceduto a Caselli. Il premier: queste sono solo stupidaggini), Liberazione (Fascisti di AN all'attacco: c'è un complotto tra Prodi e Caselli contro i Carabinieri. La fiamma sul berretto) e Il Giornale di Sicilia (E sul caso del generale Mori, Gasparri parla di una «ritorsione» dei PM Secche smentite da Palazzo Chigi e dalla Procura di Palermo. Accuse infondate), offeso l'onore e il decoro del dottor Guido Lo Forte, Procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale di Palermo. In particolare l'onorevole Gasparri avrebbe affermato - come recita testualmente il capo di imputazione - che «il Governo discredita e la magistratura incrimina... basta con questa onnipotenza dei magistrati che rispolverano indagini a scoppio ritardato solo per celare i loro possibili reati e i loro clamorosi errori .... ultima è giunta l'inchiesta sul generale Mori... la magistratura reagisce alla clamorosa sconfitta nel caso Musotto con la logica della ritorsione, proprio Mori e il ROS hanno presentato documentazioni inoppugnabili su alcuni comportamenti quantomeno discutibili del numero due della Procura di Palermo Lo Forte.... sui passati comportamenti di quest'ultimo... perfino le pietre del palazzo di giustizia hanno sempre avuto qualcosa da dire... che il ROS di Mori ha trasformato in una documentata inchiesta. Adesso la Procura invece di accettare il corso delle indagini, reagisce incriminando chi sta investigando.... ce n 'è abbastanza, da Musotto a Mori, per ipotizzare gravissime violazioni di legge in aggiunta a quelle che le inchieste attribuiscono al dottor Lo Forte (...) c'è stata una serie di passaggi per chiedere il ridimensionamento dei ROS... qualche mese fa il Procuratore di Palermo andò dal Presidente del Consiglio Prodi e da altri ministri per chiedere una circolare, poi emanata, per decapitare le strutture investigative che, forse, non sono gradite a Palermo».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 27 gennaio 1999 (congiuntamente con quella - strettamente connessa - di cui al doc. IV n. 58), ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Gasparri.
Nel corso del dibattito è emerso univocamente che le frasi proferite dal deputato in questione costituiscono, con chiara evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che all'epoca erano al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica nonché del dibattito politico-parlamentare. Ciò sia pure in assenza di un collegamento specifico con atti o documenti parlamentari, che comunque deve ritenersi implicito, attesa l'ampiezza e la diffusione che ebbe a suo tempo la discussione tanto sugli organi di stampa quanto, in generale, nel dibattito politico. Occorre notare, peraltro, che nel caso di specie le affermazioni del collega Gasparri fanno espresso riferimento ad un provvedimento amministrativo emanato dal Governo, provvedimento che il parlamentare critica proprio nell'esercizio della sua funzione istituzionale di membro dell'opposizione parlamentare. Inoltre, sulla circolare che riguardava il riordino dei corpi speciali di polizia ebbe luogo, proprio qui alla Camera, nella seduta del 3 aprile 1998, uno specifico dibattito al quale prese parte anche il ministro Napolitano. I rilievi del collega Gasparri, pertanto, almeno in parte, conformemente a quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 375 del 1997, possono configurarsi come «divulgativi di una scelta politica» propria del suo gruppo di appartenenza.
Per questi motivi la Giunta, a larga maggioranza, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Gaetano PECORELLA, Relatore.
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