Doc. IV-quater, n. 56





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Tiziana Parenti con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Bologna (n. 8178/96 R.G.N.R.).
La contestazione formulata dalla competente Procura consiste nell'ipotesi di reato di cui all'articolo 595, primo, secondo e terzo comma del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa) per avere, asseritamente - con dichiarazioni pubblicate sul quotidiano Il Resto del Carlino del 23 agosto 1996, in un articolo dal titolo E la Parenti alza il tiro, Tonino ricatta il PDS - offeso la reputazione del dottor Antonio Di Pietro, allora sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, oggi senatore della Repubblica.
Queste sono le frasi - tratte dall'articolo citato - che sono riportate nel capo di imputazione: «Nella polemica tra Di Pietro e De Mita arriva anche l'"unghiata" di Tiziana Parenti che ha lavorato gomito a gomito con Tonino nel pool Mani pulite e che non è mai stata tenera nei confronti dell'ex collega. "Ieri è toccato a De Mita, domani toccherà a qualcun altro, ha dichiarato "Titti la rossa" in un'intervista facendo capire che Di Pietro dispone di numerosi dossier coi quali può ricattare esponenti politici. E ha spiegato che quel "qualcun altro" potrebbe essere lo stesso PDS. "Mi pare di ricordare - ha detto fra l'altro la Parenti - che c'erano delle indagini in corso anche su quel partito. E a Botteghe oscure lo sanno benissimo". La sortita della Parenti ha creato un certo imbarazzo nell'Ulivo».

La Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 29 luglio e del 23 settembre 1998, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Parenti.
La Giunta, conformemente ai propri ormai consolidati orientamenti, ha rilevato che le frasi proferite dal deputato in questione costituiscono, con chiara evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che all'epoca erano al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica nonché del dibattito politico-parlamentare. Ciò sia pure in assenza di un collegamento specifico con atti o documenti parlamentari, che comunque deve ritenersi implicito, attesa l'ampiezza e la diffusione che ebbe a suo tempo la discussione tanto sugli organi di stampa quanto, in generale, nel dibattito politico.
Per questi motivi la Giunta, a maggioranza, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Rolando FONTAN, Relatore.


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