Doc. IV-quater, n. 49





Onorevoli Colleghi! - La Giunta rife- risce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Vittorio SGARBI con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Bergamo (n. 70/97 R.G.G.I.P.).
Il capo di imputazione contestato consiste nell'ipotesi di reato di cui agli articoli 595, primo, secondo e terzo comma, 61 n. 10 del codice penale, 30 e quarto e quinto comma della legge 6 agosto 1990 n. 223, anche in relazione all'articolo 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (diffamazione col mezzo della stampa, aggravata) per avere, asseritamente, nel corso del programma televisivo «Sgarbi Quotidiani», trasmesso da Canale 5 il giorno 28 ottobre 1996, offeso la reputazione del dottor Antonio Di Pietro, allora sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, oggi senatore della Repubblica.
Nel dettaglio, le frasi contenute nel capo di imputazione sono le seguenti: «...Chi poteva non voler vedere alcune cose, non voler indagare su alcuni personaggi molto molto meno potenti di Craxi, quindi non protetti, protetti da chi poi, se non da Di Pietro stesso ...», «... a Di Pietro lo vedete qui che è con D'Agostino, non gli veniva in mente che PB, su cui lui casualmente non indagava, ma guarda un po' indagava su Paolo Berlusconi, indagava su Craxi, ma non indagava su PB che frattanto dava 700 milioni al suo amico e collaboratore principale D'Agostino. Dice la Pensieroso: D'Agostino era debitore di Pierfrancesco Pacini Battaglia. Stai indagando su uno e mentre indaghi su quello gli chiedi un prestito? Cioè, capisco che sia e deve essere normale, cioè io indago su un signore, intanto non lo arresto, dici tu sei un grande criminale, io non ti arresto, daresti 700 milioni al mio no, mi sembra strano, cioè è legittimo prendere 700, cioè tu maggiore, capitano, indaghi su un signore per incarico di un PM che poi si dimenticherà di lui ...» « ...ora tu hai uno sotto inchiesta, dici: guarda, io per oggi non ti arresto, poi cambia stanza, arriva un signore, un poliziotto, un carabiniere e dice: mi sgancerebbe 700 milioni... ma guarda che strana cosa: io sto indagando su PB, il mio carabiniere prende tutte le carte che riguardano... ».

La Giunta ha esaminato la questione nelle sedute del 27 maggio, del 16 e del 17 giugno 1998, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Sgarbi.
La Giunta ha rilevato che le frasi proferite dal deputato in questione - sia pure caratterizzate da uno stile particolarmente insinuante e astrattamente diffamatorio - costituiscono tuttavia, con chiara evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che all'epoca erano al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica nonché del dibattito politico-parlamentare. Ciò sia pure in assenza di un collegamento specifico con atti o documenti parlamentari, che comunque deve ritenersi implicito, attesa l'ampiezza e la diffusione che ebbe a suo tempo la discussione tanto sugli organi di stampa quanto in generale nel dibattito politico.
Per questi motivi la Giunta, a larga maggioranza, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Antonio BORROMETI, Relatore.


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