Onorevoli Colleghi! - Con atto in data 9 luglio 1988 la Massoneria Italiana - Grande Oriente d'Italia - Palazzo Giustiniani ha citato l'onorevole Sandro Delmastro delle Vedove davanti al Tribunale civile di Biella perché fosse accertata e dichiarata la sua responsabilità ex articolo 2043 in relazione alle dichiarazioni rese in diverse occasioni e, per l'effetto, forse condannato a risarcire all'attore i danni di tutti, patrimoniali e non patrimoniali.
I fatti contenuti nell'atto introduttivo del giudizio hanno tutti per oggetto dichiarazioni dell'onorevole Delmastro delle Vedove nei confronti della Massoneria Italiana - Grande Oriente d'Italia - Palazzo Giustiniani.
In particolare l'onorevole Delmastro delle Vedove nella seduta del 27 ottobre 1997 del Consiglio Comunale di Biella, intervenendo in una discussione su una mozione riguardante la Massoneria, nella sua qualità di consigliere comunale avrebbe pronunciato le seguenti frasi:
a) «non credo proprio che là dentro (riferendosi alle logge) si discutesse dei principi della filosofia»;
b) «quindi Palazzo Giustiniani è esattamente come le altre logge ed è esattamente come la Loggia P2, la quale, ben lungi dall'essere stata emarginata manda i suoi fratelli, Maurizio Costanzo, lautamente pagati, a predicare la moralità in questo territorio, nel territorio nazionale, invece di averli cacciati»;
c) «non siete stati neppure perseguitati e forse, se lo foste stati un pochino di più, qualche guaio in meno l'Italia lo avrebbe vissuto, solo perché eravate associazione segreta e in uno Stato di diritto non ha titolo di esistere nessuna associazione che non sia palese».
L'onorevole Delmastro, quindi, avrebbe accusato le logge massoniche di Biella di aver esercitato illecite pressioni sulle nomine di gran parte dei funzionari della locale USSL.
In data 30 ottobre 1997 sul periodico locale il Biellese appariva poi un articolo dal titolo «I massoni: "nessun confronto con AN"», nel quale venivano riportate alcune dichiarazioni dell'onorevole Delmastro, e precisamente: «io ho cercato la voce massoneria sull'elenco telefonico, ma sotto la "m" non ho trovato nulla. I massoni devono smetterla di atteggiarsi a perseguitati: in uno stato democratico le logge segrete non hanno cittadinanza».
Vi si riportavano inoltre le accuse di interferenze illecite della Massoneria sulle nomine USSL.
In data 7 novembre 1997 sul periodico locale «La Nuova Provincia», nella rubrica «parola agli elettori», veniva pubblicata una lettera dell'avvocato Delmastro, nella quale egli affermava «prendo dunque atto che il Grande Oriente d'Italia è composto da liberi muratori che vogliono continuare a lavorare... in nero, e non nell'edilizia».
Occorre segnalare che tutti i fatti sopra richiamati risalgono all'ottobre-novembre 1997 e che l'atto di citazione porta la data del 9 luglio 1998.
In data 2 luglio 1998 l'allegato B ai resoconti della Camera dei deputati pubblicava una interrogazione parlamentare dell'onorevole Delmastro delle Vedove, indirizzata al Ministro dell'interno, con la quale, in relazione alla scoperta dell'alloggio utilizzato da Licio Gelli, chiedeva di sapere se fossero definitivamente completate ed esaurite le indagini relative all'esistenza di un rapporto organico tra P2 e Massoneria ufficiale e se non si ponesse il problema di una riflessione circa l'eventualità della persistenza o della sussistenza di un rapporto organico tra la Massoneria ufficiale e Licio Gelli, e quindi la P2.
Tutte le affermazioni attribuite all'onorevole Delmastro delle Vedove concernono situazioni di evidente rilevanza politica e si collegano alla funzione che egli ha, come parlamentare, di richiamare all'attenzione delle istituzioni e della opinione pubblica fenomeni di specifico interesse collettivo. Lo dimostra la ricordata interpellanza, che del resto, è cronologicamente assai prossima all'atto di citazione.
Per questi motivi la Giunta propone che sia dichiarata la insindacabilità delle opinioni espresse dall'onorevole Sandro Delmastro delle Vedove, così come risultanti dall'atto di citazione avanti il Tribunale di Biella recante la data 9 luglio 1998.
Gaetano PECORELLA, Relatore.
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