Doc. IV-quater, n. 41





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Maurizio Gasparri con riferimento ad un provvedimento civile per il risarcimento del danno pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Roma (atto di citazione dell'onorevole Pino Arlacchi, ex parlamentare e attualmente direttore generale dell'Ufficio ONU di Vienna).
Nell'atto di citazione depositato dall'onorevole Arlacchi e prodotto alla Giunta dall'onorevole Gasparri, l'attore si duole del fatto che il giorno 21 agosto 1994 il quotidiano Il Giornale avrebbe pubblicato, a pagina 5, a firma del giornalista Giorgio Mulè, un'intervista all'allora sottosegretario all'interno onorevole Maurizio Gasparri. In tale articolo, in relazione alle opinioni espresse dall'attore sull'avvicendamento di Gianni De Gennaro al vertice della D.I.A. il giornalista, dopo aver affermato «che Pino Arlacchi, sociologo, mafiologo e deputato progressista sputa veleno....» così riporta le dichiarazioni di Maurizio Gasparri «Il signor Arlacchi straparla. Proprio lui fa il processo e sputa sentenze. Forse tanto astio è dovuto al fatto che qualche suo amichetto non ha avuto in eredità le sue collaborazioni "dorate" con il Viminale». L'onorevole Gasparri prosegue affermando che l'onorevole Arlacchi era stato «stipendiato» dal Viminale nel 1992 e 1993, in quanto «ad un centro studi che faceva capo a lui venivano versati mensilmente almeno 10 milioni al mese». Tale affermazione veniva riportata anche nel titolo dell'articolo a firma di Giorgio Mulè - intitolato, appunto: «ARLACCHI PENSI AI SUOI STIPENDI D'ORO».
Nel testo figuravano altre affermazioni dell'onorevole Gasparri ritenute lesive della sua reputazione da parte dell'onorevole Arlacchi: «vorrei sapere se su quei 10 milioni mensili Arlacchi ci ha pagato le tasse» e ancora: «grazie alla sua "collaborazione" ha anche pubblicato due libri, traducendo in italiano le testimonianze di due pentiti». «Eh, sì, perché i due libri contengono le confessioni dei pentiti. Chi gli ha passato i verbali?», «Non sarebbe stato onesto da parte sua devolvere i diritti d'autore alle famiglie di vittime della mafia? O forse non gli bastava il lauto "stipendio" del Viminale? Ma via, Arlacchi, tra i collaboratori pagati da un vertice democristiano, non può fare la morale».
L'attore si duole inoltre di una ulteriore intervista a Il Secolo d'Italia, pubblicata il 23 agosto 1994, nella quale, dopo l'annuncio di querela da parte dell'onorevole Arlacchi apparso su Il Corriere della Sera, l'onorevole Gasparri ribadiva sostanzialmente le sue precedenti affermazioni ed aggiungeva che l'onorevole Arlacchi, nella sua ulteriore qualità di docente universitario, aveva tratto indebito vantaggio dalla sua posizione di consulente del Viminale, avendo avuto «opportunità di entrare nelle carceri e di accedere alla documentazione, pubblicando così due interessanti volumi sulla mafia con una strana commistione tra la funzione di consulente e quella di scrittore».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 28 ottobre 1998, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Maurizio Gasparri.
Da tale audizione, nonché da un riscontro testuale, è emerso che le affermazioni dell'onorevole Gasparri traevano origine da una polemica politica iniziata dallo stesso onorevole Arlacchi in relazione all'avvicendamento del dottor De Gennaro al vertice della DIA. È emerso altresì che le notizie diffuse dall'onorevole Gasparri traevano origine da sue dettagliate informazioni assunte nella qualità di sottosegretario all'Interno pro-tempore. Più in generale è risultato evidente alla Giunta il contesto politico nel quale va collocato lo scambio di opinioni - in parte svoltosi a distanza su diversi organi di informazione (di diversa ispirazione) - tra l'onorevole Gasparri e l'onorevole Arlacchi, che, sia pure apparentemente riferito a vicende personali, presenta la chiara connotazione di un contrasto politico tra due parlamentari di opposto orientamento relativo alla gestione di risorse e di incarichi pubblici da parte del Ministero dell'interno ed alla formulazione di giudizi in ordine ad indirizzi politico-amministrativi, di organi dello Stato. La Giunta ha anche ritenuto di ravvisare una pregnante connessione della polemica con l'attività parlamentare dell'onorevole Gasparri, atteso che rientra senz'altro nei compiti ispettivi del parlamentare vigilare sulla corretta gestione di denaro pubblico da parte di organi del potere esecutivo.
Per tali motivi la Giunta, a maggioranza, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Michele SAPONARA, Relatore.


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