Doc. IV-quater, n. 40





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Gianfranco MICCICHÈ con riferimento ad un procedimento penale pendente presso il Tribunale di Caltanissetta (n. 1235/97 R.G.N.R. - n. 371/98 R.G.G.I.P.).
Il capo di imputazione contestato all'onorevole Miccichè consiste nell'ipotesi di reato di cui agli artt. 595, primo, secondo, terzo e quarto comma del codice penale e 13 della legge n. 47 dell'8 febbraio 1948 (diffamazione col mezzo della stampa, aggravata) per avere, asseritamente, nel corso del convegno «Riforma e Libertà», organizzato dall'omonimo movimento politico e svoltosi in Palermo in data 8 giugno 1987, comunicando con più persone, offeso la reputazione della Procura della Repubblica di Palermo e del suo capo, dott. Giancarlo Caselli, dichiarando che quell'Ufficio indagava pregiudizialmente e strumentalmente prevalentemente in una determinata direzione: nei confronti dei politici e, specialmente, verso quelli del Polo.
Nel dettaglio, l'onorevole Miccichè poneva in rilievo che la «Procura di Palermo occupa il dieci per cento del suo tempo per combattere la mafia, il restante 90 per cento per indagare i politici, in particolare quelli del Polo e che la democrazia in Sicilia è appesa ad un filo sottilissimo il cui ago della bilancia è la magistratura. La verità è che i giudici palermitani passano più tempo ad indagare sui politici, che a combattere la mafia».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 28 ottobre 1998, ascoltando, com'è prassi, l'onorevole Miccichè.
La Giunta ha rilevato che le frasi attribuite all'onorevole Miccichè costituiscono un giudizio di natura prettamente politica sull'attività di una Procura, dal quale esulano, peraltro - sia detto incidentalmente -, intenti di particolare offensività personale nei confronti del capo del suddetto organo giudiziario. Ha ritenuto la Giunta che esprimere sotto forma di denuncia pubblica, in termini formalmente più che corretti, alcuni dubbi sulla attività di una certa Procura della Repubblica costituisce certamente una esplicazione della funzione ispettiva che il parlamentare è tenuto a svolgere nei confronti di altri poteri dello Stato, proprio in virtù del suo mandato elettivo. Anche la connessione con l'attività parlamentare è apparsa alla Giunta di particolare evidenza, atteso che l'onorevole Miccichè in prima persona - che è eletto, tra l'altro, proprio nel collegio elettorale di Palermo - e il gruppo al quale egli appartiene hanno sovente richiamato l'attenzione del Parlamento sulle disfunzioni e sulle «distorsioni» che talvolta si verificano nell'azione giudiziaria.
Per questi motivi la Giunta, a maggioranza, ha deliberato di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Filippo BERSELLI, Relatore.


Frontespizio