Doc. IV-quater, n. 34





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazioni in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Tiziana MAIOLO con riferimento ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Milano (n. 16040/95 R.G.).
Il procedimento trae origine da un atto di citazione notificato dai dottori Patrizia Caputo e Paolo Tamponi, magistrati presso il Tribunale di Torino, nel quale gli attori lamentano un danno ingiusto in conseguenza a dichiarazioni rese nel corso del programma televisivo «Rosso e Nero» trasmesso il 23 luglio 1993, in cui, intervenuta quale ospite della suddetta trasmissione televisiva, il deputato Tiziana Maiolo, intervistata dal conduttore Michele Santoro, alla domanda: «quali sono le storie che non vengono a galla sulla vita dei detenuti?» ebbe a dichiarare: «Ho incontrato, ad esempio, al sesto raggio un detenuto che mi ha autorizzato a fare il suo nome. Si chiama Mauro Premi. È un detenuto sorvegliato moltissimo, perché il suocero è un pentito e quindi si temono delle vendette trasversali... Mauro Premi ha una storia esemplare. Occorrerebbe che il Ministro Conso, che ha lamentato un'assenza di attenzione da parte della Magistratura nei confronti di Cagliari, conoscesse ad esempio anche questa storia, che è ordinaria. Mauro Premi è in carcere da dieci mesi. L'ultima volta è stato interrogato in febbraio. Il GIP l'ha interrogato l'ultima volta in novembre. Si parla della magistratura di Torino. È stato nove mesi nel carcere di Cuneo, di cui due mesi in isolamento totale, accusato da un pentito di traffico di droga. È entrato con una spalla rotta e per nove mesi nessuno si è preoccupato di questa spalla rotta». Le dichiarazioni suddette venivano nei giorni successivi riprese e propagate da quasi tutti i maggiori quotidiani italiani. «La Stampa» di Torino scriveva: «Un detenuto da mesi in attesa di interrogatorio, bisognoso di cure mediche, dimenticato in carcere dai magistrati torinesi. Lo ha raccontato l'altra sera in televisione la parlamentare Tiziana Maiolo, vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, durante lo speciale condotto su Raitre da Michele Santoro». Il quotidiano «La Repubblica» a sua volta riferiva: «La deputata Tiziana Maiolo... nell'ultima puntata della trasmissione televisiva "Il Rosso e il Nero" ha accusato la Procura torinese di aver quasi "dimenticato" in carcere tal Mauro Premi, presunto trafficante internazionale di cocaina, detenuto dal settembre scorso».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 15 luglio 1998, ascoltando, peraltro, il deputato Maiolo.
L'onorevole Maiolo ha confermato di aver proferito le affermazioni sopra richiamate a seguito di una visita effettuata presso il penitenziario di Torino. Ha precisato, peraltro, che il suo intento era quello di denunciare una situazione di particolare gravità e non quello di diffamare specificamente alcuni magistrati, che, peraltro, non ha mai nominato e di cui addirittura ignorava, al momento del fatto, i nomi.
Occorre peraltro notare che l'onorevole Maiolo si era recata in carcere nell'esercizio del diritto riservatole, in quanto parlamentare, dall'articolo 67 dell'ordinamento penitenziario, il cui scopo è appunto quello di consentire un controllo da parte dei rappresentanti della nazione sulle condizioni del regime carcerario e sui singoli casi delle persone che sono detenute nelle carceri.
L'onorevole Maiolo ha inoltre costantemente dedicato, tra l'altro, la sua attività parlamentare ai temi della tutela delle condizioni delle persone detenute e a quelli della corretta applicazione delle norme in tema di misure cautelari. Tali temi hanno costituito oggetto di innumerevoli interventi, tanto in Commissione giustizia, della quale l'onorevole Maiolo fa parte e della quale, nella scorsa legislatura, ricopriva anche le funzioni di Presidente, tanto in Assemblea, con discorsi, proposte di legge e atti di sindacato ispettivo. In quest'ottica l'intervento dell'onorevole Maiolo, sia pure svolto in una sede fisicamente diversa da quella parlamentare, deve considerarsi una prosecuzione dell'attività svolta in Parlamento e ad essa strettamente ed inscindibilmente collegata.
Tutti questi argomenti hanno indotto la Giunta, all'unanimità, a deliberare di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Enzo CEREMIGNA, Relatore.


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