Doc. IV-quater, n. 33





Onorevoli Colleghi! - La Giunta riferisce su una richiesta di deliberazioni in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Giuseppe GAMBALE con riferimento ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Roma 1a sezione civile (n. 45665/92 R.G.).
Il deputato Gambale aveva già segnalato la questione al Presidente della Camera nell'XI legislatura, nella vigenza del vecchio testo dell'articolo 68, secondo la prassi allora vigente in materia di citazioni civili. Com'è noto, dopo la riforma dell'articolo 68 tutte le richieste formulate prima della riforma sono state ritenute decadute e pertanto l'onorevole Gambale ha nuovamente segnalato il caso alla Presidenza della Camera nella presente legislatura.
Il procedimento trae origine da un atto di citazione notificato dall'onorevole Giulio Di Donato nel quale l'attore lamenta un danno ingiusto in conseguenza di un articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica, edizione di Napoli, del 20 maggio 1992, che traeva spunto da un volantino distribuito all'interno del Palazzo Montecitorio dal deputato Giuseppe Gambale, riferito all'onorevole Di Donato, dal titolo «Il lupo perde il pelo ma non il vizio», nel quale tra l'altro si affermava che l'onorevole Di Donato era inquisito per truffa, avendo egli ricevuto svariati milioni da alcuni disoccupati in cambio della promessa di un posto di lavoro. Si precisava, inoltre, nel volantino che l'onorevole Di Donato aveva accettato l'amnistia, rilevandosi che, così operando, lo stesso Di Donato aveva ammesso di avere commesso il reato. A tale vicenda erano inoltre collegati due ulteriori articoli apparsi nell'edizione napoletana ed in quella romana del quotidiano la Repubblica del 19 e 20 maggio 1992.
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 15 luglio 1998, ascoltando, peraltro, l'onorevole Gambale, che tra l'altro ha fatto presente che il testo del volantino - diffuso, lo si ribadisce, all'interno del palazzo di Montecitorio - traeva spunto da una interrogazione in precedenza presentata dal deputato in questione insieme ad altri colleghi.
È apparso del tutto evidente che, nel diffondere il volantino, dal quale hanno tratto origine i citati articoli di giornale, l'onorevole Gambale abbia esercitato il suo diritto di critica politica con riferimento ad una questione - quella della corretta gestione della cosa pubblica da parte di un esponente politico di spicco di un partito di governo - di immediato interesse per il suo elettorato (l'onorevole Gambale è eletto nella medesima circoscrizione elettorale nella quale è stato eletto) e, in genere, per l'opinione pubblica. È appena il caso di ricordare, peraltro, che, all'epoca dei fatti, la questione della cosiddetta «Tangentopoli napoletana» era della massima attualità nel dibattito politico e sui media. Infine, ultima considerazione, ma non di minor valore, è ben noto che i temi oggetto della denuncia del deputato in questione hanno costituito gli argomenti centrali delle battaglie politiche condotte dal gruppo della «Rete» e dall'onorevole Gambale in particolare.
Sopra tutte, infine, è apparsa dirimente la stretta correlazione tra l'atto di sindacato ispettivo e la diffusione del ciclostilato, tale da far sì che il secondo - diffuso peraltro in una sede istituzionale come il palazzo di Montecitorio - rappresentasse quasi un prolungamento e un'ulteriore riaffermazione del contenuto dell'interrogazione presentata.
Tutti questi argomenti hanno indotto la Giunta, all'unanimità, a deliberare, conformemente alla sua consolidata giurisprudenza in tema di attività divulgative di atti parlamentari tipici, di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Antonio BORROMETI, Relatore.


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