Doc. IV-quater, n. 17





Onorevoli Colleghi! - Con lettera del 4 novembre 1997 il deputato Maurizio Gasparri ha segnalato alla Presidenza della Camera - osservando la prassi da ultimo consolidatasi con riferimento ai princìpi espressi più volte dalla Corte costituzionale in materia di insindacabilità (da ultimo, con la sentenza n. 265 del 1997) - la pendenza di un procedimento penale nei suoi confronti presso l'ufficio del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Firenze, per il reato di diffamazione col mezzo della stampa in danno del dottor Franco Battaglino, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rimini.
Come risulta dalla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, l'imputazione consiste nell'aver reso alla stampa le seguenti dichiarazioni, nell'ambito del meeting mondiale antidroga tenutosi presso la comunità di San Patrignano il 14 ottobre 1995 (nella convinzione, poi rivelatasi, in tale occasione, erronea, di essere stato querelato dal suddetto dottor Battaglino): «sono già stato querelato da Craxi; a quello accosterò altri nomi nell'elenco dei querelanti. Sono onorato di essere querelato da personaggi tali. Continuo però ad attendere risposte sui fatti. È vero o non è vero che il Procuratore della Repubblica di Rimini ha acquistato a prezzi che non sembrano corrispondenti a quelli di mercato, un immobile dalla GECOS (società immobiliare di Rimini), poi prosciolta dalla stessa procura della Repubblica? È vero o non è vero che per anni c'è stato un traffico di immobili comprati dalle esecuzioni immobiliari da parte di magistrati? È vero o non è vero, che come ho letto sui giornali, gli ispettori del Ministero di grazia e giustizia hanno tratto conclusioni che potrebbero portare a qualche trasferimento qui a Rimini? E che qualcuno, [si legge nel capo di imputazione: - riferendosi ancora al dottor Battaglino -] mentre Vincenzo Muccioli lottava in condizioni disperate, ha detto che se la sarebbe dovuta vedere con Dio? È vero o no che tutto questo è quanto meno discutibile? Per ciò che riguarda poi gli aggettivi, se sono quelli che preoccupano qualcuno, io mi preoccupo della sostanza. Querelino pure, perché su certi personaggi credo che sia emersa la cinquantesima parte di quello che può emergere».
La Giunta ha esaminato la questione nella seduta del 19 novembre scorso procedendo altresì all'audizione dell'onorevole Gasparri.
Nel corso di tale audizione il medesimo ha fatto presente che gli stessi interrogativi che egli aveva posto nell'intervista costituivano l'oggetto di una serie di atti parlamentari e di una serie di interventi in Parlamento fra cui ha ricordato in particolare un'interrogazione a risposta orale del 19 settembre 1995 (atto Camera n. 3/00708, pubblicata sull'allegato B ai resoconti della relativa seduta del 19 settembre 1995).
Tale circostanza ha potuto verificare la Giunta constatando che la suddetta interrogazione si riferiva espressamente ai fatti denunciati nell'intervista.
In altre parole l'intervista propone, in forma dubitativa, gli stessi temi (con parole sostanzialmente identiche) su cui era incentrato un atto tipico della funzione parlamentare presentato formalmente dal deputato Gasparri. Ci si trova, pertanto, dinanzi ad un evidente caso (quasi «di scuola») di connessione oggettiva, soggettiva e temporale tra l'attività parlamentare e l'attività divulgativa della medesima, che questa Camera in base ad una «giurisprudenza» assolutamente costante, ha sempre ritenuto ricompresa nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
In base a queste considerazioni la Giunta per le autorizzazioni, all'unanimità, ha deliberato che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Michele SAPONARA, Relatore.


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