Onorevoli Colleghi! - L'Assemblea è chiamata ad esaminare un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Piro che trae spunto da un'interpellanza e da un'intervista, quest'ultima apparsa sul settimanale l'Europeo del lo dicembre 1989, i cui contenuti avevano già formato l'oggetto di due procedimenti penali e di due deliberazioni in materia di insindacabilità adottate l'una nella XI legislatura, dall'Assemblea e l'altra, in questa legislatura, dalla Giunta per le autorizzazioni (il procedimento è pendente presso l'Assemblea come doc. IV-quater, n. 11).
Questi i fatti: nell'interpellanza e nella successiva intervista si faceva riferimento, in via dubitativa, alla partecipazione del professor Carlo Smuraglia, allora membro del Consiglio superiore della magistratura e attualmente senatore della Repubblica, a riunioni informali presso la sede dell'allora partito comunista, alle quali avrebbero partecipato oltre che l'avvocato Montorzi, patrono di parte civile nel procedimento penale per la strage della Stazione di Bologna, anche il pubblico ministero del suddetto processo.
La vicenda va inquadrata tra quelle che fecero seguito alla clamorosa notizia della rinuncia da parte dell'avvocato Montorzi al suo mandato difensivo.
Sul quotidiano l'Unità del 21 ottobre 1989 furono pubblicati i verbali delle dichiarazioni rese dal medesimo avvocato Montorzi dinanzi al procuratore della Repubblica di Bologna. In tali verbali il suddetto avvocato faceva riferimento, tra l'altro, alla «comune frequentazione di una sede politica talvolta verificatasi tra noi e il pubblico ministero» del processo per la strage, fornendo altresì ulteriori dettagli circa i partecipanti ad una di tali riunioni, fra i quali venivano indicati oltre al dottor Nunziata, pubblico ministero, anche, tra gli altri, il professor Smuraglia.
Dopo la pubblicazione dei verbali, l'avvocato Montorzi chiese un appuntamento all'onorevole Piro, allora deputato socialista eletto a Bologna nonché presidente della Commissione finanze della Camera. Il colloquio ebbe luogo il 16 novembre alla presenza di altri parlamentari e di consiglieri comunali.
L'onorevole Piro, a seguito di tale colloquio e a seguito della pubblicazione dei suddetti verbali, presentò un'interpellanza in data 27 novembre 1989 e rese altresì un'intervista all'Europeo in data 1o dicembre 1989.
Nell'interpellanza e nell'intervista si faceva riferimento, sempre traendo spunto dalle dichiarazioni dell'avvocato Montorzi, oltre che ai fatti che riguardano il procedimento in corso, anche a fatti concernenti il signor Giuseppe Morara e l'avvocato Gianfranco Maris. Le due persone da ultimo menzionate hanno ciascuna separatamente proposto querela per diffamazione nei confronti dell'onorevole Piro. In entrambi i casi la vicenda è stata sottoposta alla Camera affinché fossero verificati i presupposti per l'applicazione dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione: quanto alla prima vicenda la Camera si è pronunciata, nell'XI legislatura, in occasione della discussione della relativa domanda di autorizzazione a procedere, affermando l'insindacabilità delle opinioni espresse dall'onorevole Piro. Quanto al secondo caso, il procedimento è stato segnalato alla Giunta, per il tramite del Presidente della Camera, proprio dallo stesso onorevole Piro, in questa legislatura e la Giunta si è già pronunciata in data 14 maggio 1997 nel senso dell'insindacabilità.
Quanto al merito della vicenda attualmente sottoposta all'attenzione dell'Assemblea va segnalata l'inscindibile connessione tra l'interpellanza e l'intervista pubblicata sul settimanale, tale da far ritenere che la prima costituisca attività divulgativa della seconda. Basti pensare che anche le stesse frasi adoperate nei due testi coincidono parzialmente.
Nell'intervista si legge, infatti:
«D. Ha fatto dei nomi. Montorzi?
R. Ha detto che per esempio a Milano, in un locale staccato dalla federazione del PCI, e almeno durante l'85 e l'86, si sono fatte alcune riunioni di questo tipo (fra i magistrati, avvocati, politici e poliziotti nelle quali non si discuteva in generale ma ci si scambiavano precise informazioni coperte da segreti istruttori e si decidevano linee di intervento giudiziario), a cui partecipavano Carlo Smuraglia, alcuni altri giudici, e l'avvocato Gianfranco Maris, l'attuale difensore di Leonardo Marino nel processo Calabresi... Io chiedo: è vero o non è vero?».
Va sottolineato, peraltro, che nello stesso testo si usano cautele nei termini seguenti:
«Mi permetto di invitare chi di dovere a verificare se ci sono riscontri; se sono vere le cose che dice Montorzi, e bisognerebbe appurarlo...».
L'interpellanza del 27 novembre è al riguardo, del seguente tenore: «Se risulti al Governo qualche riscontro obiettivo sulle partecipazioni dell'avvocato Montorzi, assieme ai giudici bolognesi, a riunioni politiche nella città di Milano, definite "strettamente di partito" alle quali sarebbero intervenute una quindicina di persone tra cui il prof. Smuraglia».
L'intervista propone dunque, in forma dubitativa, gli stessi temi (con parole sostanzialmente identiche) su cui era incentrato un atto tipico della funzione parlamentare presentato formalmente dal deputato Piro. Ci si trova, pertanto, dinanzi ad un evidente caso (quasi «di scuola») di attività divulgativa connessa all'attività parlamentare, che questa Camera in base ad una «giurisprudenza» assolutamente costante, ha sempre ritenuto ricompresa nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
In base a queste considerazioni la Giunta per le autorizzazioni, a larga maggioranza, nella seduta del 23 luglio 1997, ha deliberato che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
Filippo BERSELLI, Relatore.
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