Doc. IV-quater, n. 11





Onorevoli Colleghi! - L'Assemblea è chiamata ad esaminare un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Piro che trae spunto da un'interpellanza e da un'intervista, quest'ultima apparsa sul settimanale l'Europeo del 1o dicembre 1989, i cui contenuti formano l'oggetto di due procedimenti penali, su uno dei quali vi è già stata una deliberazione in materia di insindacabilità da parte della Camera.
Questi i fatti: nell'interpellanza e nella successiva intervista si faceva riferimento, in via dubitativa, alla partecipazione dell'avvocato Gianfranco Maris, a riunioni informali presso la sede dell'allora partito comunista, alle quali avrebbero partecipato oltre che l'avvocato Montorzi, patrono di parte civile nel procedimento penale per la strage della stazione di Bologna, anche il pubblico ministero del suddetto processo e vari altri magistrati e giornalisti.
La vicenda va inquadrata tra quelle che fecero seguito alla clamorosa notizia della rinuncia da parte dell'avvocato Montorzi al suo mandato difensivo.
Sul quotidiano l'Unità del 21 ottobre 1989 furono pubblicati i verbali delle dichiarazioni rese dal medesimo avvocato Montorzi dinanzi al procuratore della Repubblica di Bologna. In tali verbali il suddetto avvocato faceva riferimento, tra l'altro, alla «comune frequentazione di una sede politica talvolta verificatasi tra noi e il pubblico ministero» del processo per la strage, fornendo altresì ulteriori dettagli circa i partecipanti ad una di tali riunioni, fra i quali venivano indicati oltre al dottor Nunziata, pubblico ministero, anche, tra gli altri, l'avvocato Maris.
Dopo la pubblicazione dei verbali, l'avvocato Montorzi chiese un appuntamento all'onorevole Piro, allora deputato socialista eletto a Bologna nonché presidente della Commissione finanze della Camera. Il colloquio ebbe luogo il 16 novembre alla presenza di altri parlamentari e di consiglieri comunali.
L'onorevole Piro, a seguito di tale colloquio e a seguito della pubblicazione dei suddetti verbali, presentò un'interpellanza in data 27 novembre 1989 e rese altresì un'intervista all'Europeo in data lo dicembre 1989.
Nell'interpellanza e nell'intervista si faceva riferimento, sempre traendo spunto dalle dichiarazioni dell'avvocato Montorzi, oltre che ai fatti che riguardano il procedimento in esame, anche a fatti concernenti il signor Giuseppe Morara ed il professor Carlo Smuraglia, attuale senatore della Repubblica. Le due persone da ultimo menzionate hanno ciascuna separatamente proposto querela per diffamazione nei confronti dell'onorevole Piro. Quanto alla prima vicenda la Camera si è già pronunciata, nell'XI legislatura, in occasione della discussione della relativa domanda di autorizzazione a procedere, affermando l'insindacabilità delle opinioni espresse dall'onorevole Piro.
Quanto al merito della vicenda attualmente sottoposta all'attenzione dell'Assemblea va segnalata l'inscindibile connessione tra l'interpellanza e l'intervista pubblicata sul settimanale, tale da far ritenere che la prima costituisca attività divulgativa della seconda. Basti pensare che anche le stesse frasi adoperate nei due testi coincidono parzialmente.
Nell'intervista si legge, infatti:
«D. Ha fatto dei nomi Montorzi?
R. Ha detto che per esempio a Milano, in un locale staccato dalla federazione del PCI, e almeno durante l'85 e l'86, si sono fatte alcune riunioni di questo tipo (fra magistrali, avvocati, politici e poliziotti nelle quali non si discuteva in generale ma ci si scambiavano precise informazioni coperte da segreti istruttori e si decidevano linee di intervento giudiziario), a cui partecipavano Carlo Smuraglia, alcuni altri giudici, e l'avvocato Gianfranco Maris, l'attuale difensore di Leonardo Marino nel processo Calabresi... Io chiedo: è vero o non è vero?».
Nello stesso testo si usano inoltre cautele del seguente tenore: «Mi permetto di invitare chi di dovere a verificare se ci sono riscontri; se sono vere le cose che dice Montorzi, e bisognerebbe appurarlo...».
Nell'interpellanza del 27 novembre figurano, tra le altre, le seguenti frasi testuali: «Se risulti al Governo qualche riscontro obiettivo sulle partecipazioni dell'avvocato Montorzi, assieme a giudici bolognesi, a riunioni politiche nella città di Milano, definite "strettamente di partito" alle quali sarebbero intervenute una quindicina di persone (...), se sia vero che a tali riunioni sia intervenuto l'avvocato Gianfranco Maris che l'avvocato Montorzi sostiene di aver conosciuto nel Palazzo di giustizia di Milano».
L'intervista propone dunque, in forma dubitativa, gli stessi temi (con parole sostanzialmente identiche) su cui era incentrato un atto tipico della funzione parlamentare presentato formalmente dal deputato Piro. Ci si trova, pertanto, dinanzi ad un evidente caso (quasi «di scuola») di attività divulgativa connessa all'attività parlamentare, che questa Camera in base ad una «giurisprudenza» assolutamente costante, ha sempre ritenuto ricompresa nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
In base a queste considerazioni la Giunta per le autorizzazioni, nella seduta del 14 maggio 1997, all'unanimità, ha deliberato che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.

Filippo BERSELLI, Relatore.


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