All'onorevole Presidente
della Camera dei Deputati
Roma
Palermo, 8 marzo 1999.
Oggetto: Con ordinanza del 5 marzo 1999 il G.I.P. del Tribunale di Palermo ha disposto la custodia cautelare in carcere di Buffa Michele ed altre sette persone, tra cui l'onorevole Marcello Dell'Utri, indagate per vari reati.
Palermo, 8 marzo 1999
Al Sig. Procuratore generale
Mi pregio inviare, per quanto di Sua competenza, l'allegato plico contenente ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo, nonché richiesta di autorizzazione all'arresto nei confronti dell'onorevole Marcello Dell'Utri, diretta al Presidente della Camera dei Deputati.
Procedimento penale n. 5222/97 R.G.N.R.
All'onorevole PRESIDENTE della CAMERA dei DEPUTATI
Letti gli atti del procedimento penale n. 5222/97 R.G.N.R. a carico dei seguenti indagati:
BUFFA Michele, DELL'UTRI Marcello e VIRGA Vincenzo:
D'AGOSTINO Rosario (detto «Saro»), D'AGOSTINO Fabio, DI GRUSA Enrico, MANGANO Vittorio (in concorso con DELL'UTRI Marcello, LA PIANA Vincenzo, CUCUZZA Salvatore e ZERBO Giovanni):
CHIOFALO Giuseppe, CIRFETA Cosimo, DELL'UTRI Marcello:
che su richiesta di questo Ufficio il G.I.P. presso il Tribunale di Palermo in data 5 marzo 1999, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'onorevole Marcello DELL'UTRI, attuale membro della Camera dei Deputati riconoscendo la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per i reati di cui ai capi A) e C), in premessa analiticamente specificati nonché la ricorrenza delle esigenze cautelari previste dall'articolo 275 c.p.p.;
che a norma dell'articolo 68 della Costituzione alla stregua dell'interpretazione recentemente fornita dal Parlamento, deve ritenersi che - pur in assenza di una normativa attuativa specifica - l'autorizzazione a procedere concerna l'eseguibilità del provvedimento limitativo della libertà personale gia emesso dal competente Giudice per le Indagini Preliminari, l'unico organo legittimato a valutare la sussistenza dei presupposti previsti dagli articoli 273 e 274 c.p.p. anche nei confronti di un parlamentare;
visti gli articoli 68 della Costituzione e 343 e 344 c.p.p.
al signor Presidente della Camera dei Deputati l'autorizzazione all'esecuzione della misura della custodia cautelare nei confronti dell'onorevole Marcello DELL'UTRI disposta dal competente G.I.P. con ordinanza del 5 marzo 1999.
Palermo, 8 marzo 1999.
Il procuratore della Repubblica agg.
Il procuratore della Repubblica
All'onorevole Dell'Utri sono ascritti, in particolare, i delitti di estorsione tentata ed aggravata e di calunnia aggravata, in concorso sempre con altri soggetti.
In data odierna mi è pervenuta, da parte del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, la richiesta di autorizzazione all'esecuzione della predetta misura cautelare, giusta nota che allego, accludendo anche la relativa documentazione che mi è stata fatta pervenire per l'inoltro alla S.V.
Con i sensi della più alta considerazione.
Vincenzo Rovello
della Repubblica presso la Corte di appello di Palermo
Gian Carlo Caselli
PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA
ROMA
1) BUFFA Michele, nato a Trapani il 9 dicembre 1937;
2) CHIOFALO Giuseppe, nato a Castroreale Terme (Messina) il 16 giugno 1950;
3) CIRFETA Cosimo, nato a Copertino (Lecce) il 23 novembre 1965;
4) D'AGOSTINO Fabio, nato a Palermo il 29 marzo 1974;
5) D'AGOSTINO Rosario, nato a Roncà (Verona) il 6 marzo 1945;
6) DELL'UTRI Marcello, nato a Palermo l'11 settembre 1941;
7) DI GRUSA Enrico, nato a Palermo il 28 dicembre 1967;
8) MANGANO Vittorio, nato a Palermo il 18 agosto 1940;
9) VIRGA Vincenzo, nato ad Erice l'11 settembre 1936.
1) Estorsione tentata ed aggravata in concorso (articoli 56, 110, 629 primo e secondo comma, quest'ultimo in relazione all'articolo 628 comma terzo n. 1 e 3, Codice Penale), per avere l'onorevole DELL'UTRI, nella qualità di Presidente della società «PUBLITALIA '80», interponendosi tra l'associazione sportiva «PALLACANESTRO TRAPANI» (ed in specie il suo Presidente, senatore Vincenzo GARRAFFA) e la società «BIRRA MESSINA» del gruppo DREHER-HEINEKEN, posto in essere una serie di atti, tutti diretti in modo non equivoco a commettere il delitto di estorsione, non riuscendo a commetterlo per cause indipendenti dalla propria volontà ed in particolare per avere:
richiesto una somma pari al 50 per cento del contratto di sponsorizzazione intervenuto tra queste due ultime società, e cioè a circa lire 800.000.000 (800 milioni) - contro una somma ordinariamente dovuta in questi casi pari a circa il 10 per cento dell'importo della sponsorizzazione - ed, al rifiuto del GARRAFFA e degli organismi dirigenti della associazione sportiva «PALLACANESTRO TRAPANI» di rendere tale somma, minacciato in primo luogo DELL'UTRI Marcello il GARRAFFA, pronunziando la frase: «Io le consiglio di ripensarci. Abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione»;
successivamente utilizzato l'onorevole DELL'UTRI i suoi duraturi contatti con l'associazione mafiosa denominata «Cosa Nostra», ottenendo che VIRGA Vincenzo, Rappresentante del Mandamento di Trapani e BUFFA Michele, associato mafioso della Famiglia di Trapani insistessero per ottenere il pagamento dell'intera somma illecitamente richiesta anche tramite minacce che il VIRGA ed il BUFFA rivolsero al GARRAFFA, a mezzo di un contatto diretto, nel corso del quale il VIRGA, esponente di vertice di «Cosa Nostra», chiedeva al GARRAFFA di «risolvere il problema» per il suo «amico» Marcello DELL'UTRI;
costringendo, così, il GARRAFFA - per il tramite del VIRGA e del BUFFA - a ricercare, anche a mezzo di Valentino RENZI, allora manager sportivo della associazione «PALLACANESTRO TRAPANI», ulteriori risorse finanziarie da destinare alle richieste dell'onorevole DELL'UTRI, al quale era già stata versata (anche per il tramite del PIOVELLA) la somma di 170 milioni di lire.
proseguendo nell'opera estorsiva l'onorevole DELL'UTRI intervenendo sugli operatori del mercato delle sponsorizzazioni (ed, in specie, sulle possibili aziende sponsorizzatrici) per «convincerle» a non sponsorizzare la società PALLACANESTRO TRAPANI per l'annata sportiva 1991-1992, così costringendo la detta società (in quell'anno nella massima serie di pallacanestro maschile) a partecipare senza alcuno sponsor al campionato medesimo e ciò al chiaro fine di costringere il detto GARRAFFA e la società PALLACANESTRO TRAPANI, a versare le somme illecitamente richieste.
Con la consapevolezza che tutto ciò avrebbe portato ad ingiusto profitto del detto DELL'UTRI e di soggetti a lui comunque riferibili e/o terzi (in specie appartenenti alla società «BIRRA MESSINA»);
Commesso in Trapani, Palermo e Milano, dal 1990 al 1993.
2) Partecipazione ad associazione per delinquere diretta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti (articolo 74 decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309), per essersi associati LA PIANA Vincenzo, MANGANO Vittorio (anche dopo la sua incarcerazione, avvenuta il 4 aprile 1995) e DI GRUSA Enrico, in concorso con D'AGOSTINO Saro (che assicurava l'appoggio logistico in Colombia) al fine di organizzare una serie indeterminata di traffici internazionali (Colombia-Italia) di cocaina:
apprestando i primi tre una parte dei mezzi economici necessari a tal fine (nella specie, per i primi 100 chilogrammi di cocaina era previsto il pagamento di 2 miliardi e 500 milioni di lire, pari a 25 milioni di lire al chilogrammo);
provvedendo, inoltre, a contattare a Palermo la famiglia mafiosa di «Porta Nuova» - ed, in specie, CUCUZZA Salvatore, allora capo-famiglia (direttamente e per il tramite di ZERBO Giovanni) - «famiglia» di cui fa parte anche MANGANO Vittorio e cui sono associati anche LA PIANA Vincenzo e DI GRUSA Enrico, ed ottenendo da questi soggetti un «anticipo» sulle prime spese;
provvedendo, altresì, a contattare a Milano DELL'UTRI Marcello (alla presenza degli associati mafiosi CURRÒ Antonino e SARTORI Natale) per il reperimento del 50 per cento della somma come sopra determinata (e quindi, per reperire la somma di 1 miliardo e 250 milioni di lire circa);
nonché concorrendo ad ideare e porre in essere tutte le condizioni necessarie per l'importazione della cocaina dalla Colombia, concorrendo in tali condotte e partecipando alla associazione anche D'AGOSTINO Fabio (figlio di Rosario) e tale «Emanuele», ancora non identificato, non realizzando - almeno sino al 1996 - le importazioni della sostanza stupefacente, unicamente a causa dei ripetuti arresti compiuti dalle forze dell'ordine nei confronti di MANGANO Vittorio, CUCUZZA Salvatore, ZERBO Giovanni e D'AGOSTINO Saro, quest'ultimo arrestato all'aeroporto di Fiumicino proprio mentre trasportava un ingente quantitativo di cocaina dalla Colombia in Italia.
Commesso in Palermo, Milano ed in Caracas, oltre che in altre località del territorio nazionale ed estero, dall'ottobre del 1995 sino a tutto il 1996.
3) Calunnia aggravata in concorso (reato p. e p. dagli articoli 110, 61 n. 2, 81 cpv. 2, 368 c.p. e 7 decreto-legge n. 152/91), perché, in concorso fra loro, al fine di agevolare l'associazione di tipo mafioso denominata Cosa Nostra (in particolare, contribuendo a screditare e delegittimare alcuni importanti collaboratori di giustizia dissociatisi da Cosa Nostra), ed i primi due anche al fine di assicurare l'impunità a DELL'UTRI Marcello, imputato davanti al Tribunale di Palermo per il reato di cui agli articoli 110 e 416-bis c.p., incolpavano - pur sapendoli innocenti - del delitto di calunnia aggravata in concorso i collaboratori di giustizia DI CARLO Francesco, GUGLIELMINI Giuseppe e ONORATO Francesco, agendo in concorso con altri, e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in particolare accusandoli falsamente di essersi inventati false accuse nei confronti del predetto DELL'UTRI Marcello ed altri concernenti presunte collusioni di questi ultimi con Cosa Nostra, nonché di avere proposto al CIRFETA Cosimo di inventarsi false accuse di analogo contenuto al fine di confermare le loro dichiarazioni, commettendo tale reato il CIRFETA nell'inoltrare a varie Autorità numerose missive contenenti le predette accuse, che poi confermava in dichiarazioni rese a personale della polizia penitenziaria e CHIOFALO Giuseppe e DELL'UTRI Marcello nell'istigare il CIRFETA alla commissione di detto reato e nel rafforzarlo nel suo proposito criminoso anche tentando - unitamente al CIRFETA - di convincere altri collaboratori a confermarne le accuse.
Commesso in Paliano, Palermo ed altre località del territorio nazionale il 27 luglio 1997, ed in data anteriore e successiva.
che, pertanto, si rende necessario trasmettere copia dei relativi atti al Presidente della Camera per il seguito di competenza ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione, in ordine alla autorizzazione ad eseguire nei confronti dell'onorevole Marcello DELL'UTRI la misura della custodia cautelare in carcere disposta dal competente G.I.P. con ordinanza del 5 marzo 1999;
CHIEDE
Domenico Gozzo
Antonio Ingroia
Mauro Terranova
Lia Sava
Umberto De Giglio
Guido Lo Forte
Gian Carlo Caselli 
















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