PROGETTO DI LEGGE - N. 6754




        Onorevoli Colleghi! - Dobbiamo "voltare pagina" nel senso che dobbiamo rispetto assoluto ai milioni di italiani all'estero che operano nell'interesse dell'Italia e che sono ammirati in ogni parte del mondo proprio perché hanno contribuito in ogni continente a portare progresso e civiltà. Ammirati in ogni Paese ospitante, sono stati dimenticati purtroppo dalla loro Patria.
        Affrontiamo oggi il problema dei referendum cancellando ogni penalizzazione e ogni assurda e perversa discriminazione nei confronti di milioni di cittadini italiani che hanno il diritto di votare per i referendum, ma non hanno l'esercizio del voto.
        Con la presente proposta di legge si affrontano i problemi relativi a questa situazione veramente paradossale: almeno 2 milioni e 650 mila cittadini residenti all'estero hanno il diritto di votare ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione. Infatti, proprio tale articolo stabilisce in modo chiaro e incontrovertibile che hanno il diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini italiani che sono chiamati a votare per la Camera dei deputati. Il problema quindi non è quello del diritto al voto, ma ancora una volta quello dell'esercizio di tale diritto. Ecco perché la nostra proposta è semplice: votano per i referendum i cittadini italiani residenti all'estero, che hanno tale titolo e legittimazione, essendo iscritti all'anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE). Non avendo allo stato la possibilità di esercitare tale diritto, si determinano queste gravissime conseguenze: essendo aventi diritto, gli italiani residenti all'estero sono conteggiati per il quorum che, come si sa, deve raggiungere il 50,1 per cento nelle votazioni, altrimenti il referendum è dichiarato nullo. Questo è già avvenuto precedentemente, perché essendo conteggiati, ma non potendo votare, si alza la percentuale necessaria alla formazione proprio del quorum e nello stesso tempo, proprio per i motivi già esposti, si alterano i risultati e sono violate le disposizioni degli articoli 75, 48 e 3 della Costituzione. L'approvazione della proposta di legge consente di riportare in termini democratici la consultazione popolare.
        Si affida quindi ai colleghi la possibilità di superare i gravi ostacoli descritti affinché tutta la popolazione italiana possa esprimere sui referendum il proprio parere e si possano superare le limitazioni esistenti per giungere ad una concreta espressione democratica del voto referendario.




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