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6. Brevi considerazioni finali.
La Commissione deve rilevare come, anche per la regione Calabria, rappresentino seri ostacoli alla realizzazione di una corretta politica di gestione dei rifiuti una serie svariata di elementi concorrenti, che vanno: dall'arretrato stato di attuazione della pianificazione relativa all'individuazione dei siti di smaltimento (solo di recente, in regime di commissariamento, la regione si è dotata del piano regionale di smaltimento dei rifiuti) all'inadeguatezza del sistema dei controlli; alla fitta rete di collusioni di esponenti di amministrazioni pubbliche e imprenditori del settore con le organizzazioni criminali operanti sul territorio; sino alle difficoltà di esplicare una concreta azione preventiva e repressiva connessa alla scarsa incisività delle sanzioni penali che puniscono le condotte illecite, essendosi in presenza di fattispecie prevalentemente contravvenzionali, punite con pene modeste ed entro termini brevi di prescrizione che non consentono, peraltro, l'utilizzo di alcuni preziosi strumenti d'indagine (come le intercettazioni telefoniche).
A tale proposito, la Commissione rinnova il suo impegno a sollecitare l'introduzione nel sistema penale di nuove fattispecie di reato ambientale ed il rafforzamento degli strumenti d'indagine, rinviando ai lavori dell'apposito gruppo di studio che ha formulato nel marzo 1998 con un documento trasmesso al Parlamento (il DOC. XXIII, n. 5).
Ciò senza voler trascurare la necessità - da più parti denunciata dinanzi alla Commissione da esponenti della magistratura e delle forze dell'ordine - di una serie interventi tesi al rafforzamento dell'attività di controllo del territorio della regione, la cui utilità è evidente nei riguardi del fenomeno criminoso, ma che è risultata fino ad oggi gravemente lacunosa; nonché a dotare la Calabria, come, in particolare, le altre regioni del meridione, di organici sufficienti alle varie forze di polizia giudiziaria e alla magistratura impegnate in materia di reati ambientali (oltre che di mezzi e strutture adeguati), che siano capaci di operare in stretto raccordo fra loro e con gli altri organismi preposti alla salvaguardia dell'ambiente (è di recentissima istituzione l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), sì da poter incidere efficacemente su una realtà territoriale così complessa.
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